APRILE 2015 – RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA

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APRILE 2015 – RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA

Messaggio  Luisaboaretto2013 il Mar 24 Mar - 15:24

APRILE 2015 – RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA

“MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ” (1 Cor 9,22)
La parola di vita di questo mese ci invita a mettere in pratica “l’arte di amare”, ci invita a “farci uno" con i fratelli.
Ci chiede di “piangere con il fratello quando piange, di gioire con lui quando ride per dividere il peso della croce e per moltiplicare la gioia perché partecipata da molti cuori”.
Così facendo mettiamo in pratica la “diplomazia della carità”.
Chiara Lubich ci spiega che la diplomazia della carità è una “Divina diplomazia” ed ha molte espressioni in comune con la diplomazia ordinaria: non dice tutto quello che potrebbe per non ferire il fratello (questo non sarebbe gradito a Dio) sa attendere, sa parlare, sa arrivare allo scopo.
Verifichiamo quindi la nostra “arte di amare”, verifichiamo se siamo capaci di «“farci uno” con il prossimo per amore di Gesù, con l’amore di Gesù, finché il prossimo, dolcemente ferito dall’amore di Dio in noi, vorrà farsi uno con noi in un reciproco scambio di aiuti, di ideali, di progetti, di affetti …»;

“MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ”
Non è facile “farsi uno” e molto spesso facciamo degli errori:
- a volte non riusciamo perché siamo distratti; siamo troppo precipitosi nel comunicare le nostre idee, diamo consigli inopportunamente; a volte siamo poco disposti perché riteniamo che il fratello non comprenda il nostro amore; siamo anche frenati da altri pregiudizi al suo riguardo. In certi casi siamo impediti da un recondito interesse di conquistarlo alla nostra causa.
Per “farsi uno” veramente con gli altri è necessario tagliare o posporre tutto quanto riempie la nostra mente e il nostro cuore; ci è richiesto un amore continuo e infaticabile, perseverante e disinteressato, che si affida a sua volta all’Amore più grande e potente di Dio.
Se seguiamo queste indicazioni preziose saremo aiutati a vivere la parola di vita di questo mese e riusciremo a metterci in sincero ascolto dell’altro, a capirlo dal di dentro, ad immedesimarci in ciò che vive e prova per condividerne preoccupazioni e gioie.
Questo però non significa rinunciare alle nostre convinzioni quasi approvassimo il modo di agire dell’altro o non avessimo una nostra proposta di vita o un nostro pensiero.
Ma se abbiamo amato fino al punto da diventare l’altro, e se quanto abbiamo condiviso è diventato un dono d’amore e ha creato un rapporto sincero, allora dobbiamo esprimere la nostra idea, anche se questa potrà far male, ma sempre con un atteggiamento di profondo amore.
È inoltre importante avere presente anche lo scopo del farsi uno, perché la frase di san Paolo “MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ” prosegue con “… PER SALVARE AD OGNI COSTO QUALCUNO” e san Paolo giustifica questo “farsi uno” con il desiderio di portare tutti alla salvezza, con quella inventiva di cui soltanto l’amore è capace.
La diplomazia Divina è mossa dal bene dell’altro ed è priva di ogni ombra di egoismo.
“Farsi uno” dunque, per aiutarci nella crescita dell’amore e contribuire a realizzare la fraternità universale. Gesù ha dato la vita per questo :“IL SOGNO D’AMORE DI DIO SULL’UMANITÀ”.
Luisa

Luisaboaretto2013

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MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI

Messaggio  don.battista il Gio 26 Mar - 19:29

Luisaboaretto2013 ha scritto:APRILE 2015 – RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA

“MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ” (1 Cor 9,22)
La parola di vita di questo mese ci invita a mettere in pratica “l’arte di amare”, ci invita a “farci uno" con i fratelli.
Ci chiede di “piangere con il fratello quando piange, di gioire con lui quando ride per dividere il peso della croce e per moltiplicare la gioia perché partecipata da molti cuori”.
Così facendo mettiamo in pratica la “diplomazia della carità”.
Chiara Lubich ci spiega che la diplomazia della carità è una “Divina diplomazia” ed ha molte espressioni in comune con la diplomazia ordinaria: non dice tutto quello che potrebbe per non ferire il fratello (questo non sarebbe gradito a Dio) sa attendere, sa parlare, sa arrivare allo scopo.
Verifichiamo quindi la nostra “arte di amare”, verifichiamo se siamo capaci di «“farci uno” con il prossimo per amore di Gesù, con l’amore di Gesù, finché il prossimo, dolcemente ferito dall’amore di Dio in noi, vorrà farsi uno con noi in un reciproco scambio di aiuti, di ideali, di progetti, di affetti …»;

“MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ”
Non è facile “farsi uno” e molto spesso facciamo degli errori:
- a volte non riusciamo perché siamo distratti; siamo troppo precipitosi nel comunicare le nostre idee, diamo consigli inopportunamente; a volte siamo poco disposti perché riteniamo che il fratello non comprenda il nostro amore; siamo anche frenati da altri pregiudizi al suo riguardo. In certi casi siamo impediti da un recondito interesse di conquistarlo alla nostra causa.
Per “farsi uno” veramente con gli altri è necessario tagliare o posporre tutto quanto riempie la nostra mente e il nostro cuore; ci è richiesto un amore continuo e infaticabile, perseverante e disinteressato, che si affida a sua volta all’Amore più grande e potente di Dio.
Se seguiamo queste indicazioni preziose saremo aiutati a vivere la parola di vita di questo mese e riusciremo a metterci in sincero ascolto dell’altro, a capirlo dal di dentro, ad immedesimarci in ciò che vive e prova per condividerne preoccupazioni e gioie.
Questo però non significa rinunciare alle nostre convinzioni quasi approvassimo il modo di agire dell’altro o non avessimo una nostra proposta di vita o un nostro pensiero.
Ma se abbiamo amato fino al punto da diventare l’altro, e se quanto abbiamo condiviso è diventato un dono d’amore e ha creato un rapporto sincero, allora dobbiamo esprimere la nostra idea, anche se questa potrà far male, ma sempre con un atteggiamento di profondo amore.
È inoltre importante avere presente anche lo scopo del farsi uno, perché la frase di san Paolo “MI SONO FATTO TUTTO A TUTTI ” prosegue con “… PER SALVARE AD OGNI COSTO QUALCUNO” e san Paolo giustifica questo “farsi uno” con il desiderio di portare tutti alla salvezza, con quella inventiva di cui soltanto l’amore è capace.
La  diplomazia Divina è mossa dal bene dell’altro ed è priva di ogni ombra di egoismo.
“Farsi uno” dunque, per aiutarci nella crescita dell’amore e contribuire a realizzare la fraternità universale. Gesù ha dato la vita per questo :“IL SOGNO D’AMORE DI DIO SULL’UMANITÀ”.
Luisa

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