Riflessioni sulla parola di vita di Novembre 2015

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Riflessioni sulla parola di vita di Novembre 2015

Messaggio  federico.meneghello il Mer 4 Nov - 18:44



«Perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17, 21).

Siamo a novembre ed è bello con questa Parola di Vita tornare a parlare del “sogno di Dio”.
Da tutta l’eternità il Suo bellissimo Sogno siamo noi, la famiglia umana, sono i Suoi figli uniti in comunione d’amore con Lui e tra di loro perché possano condividere la Sua stessa vita divina.
Questo è ciò che sta più a cuore a Gesù: che tutti siano una cosa sola ! e lo chiede al Padre nella Sua ultima accorata preghiera.
La famiglia umana, fin dalle origini (lo si legge nella Genesi) è stata frantumata ! è forse un fallimento di Dio ? Può sembrarlo, ma Lui non si dà per vinto, non smette di sognare e affida a Suo Figlio la grande missione di radunare i figli dispersi, di abbattere i muri delle separazioni, delle inimicizie tra i popoli e manda Gesù sulla terra per creare un popolo nuovo (cf. Ef 2,14-16).
È l’unità che Dio non smette di sognare, e Gesù gliela chiede come il Dono più grande per tutti noi: «Ti prego, Padre, perché tutti siano una sola cosa come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi».
E, in quel come c’è tutto perché significa che, dato che siamo plasmati a immagine e somiglianza di Dio, possiamo essere coinvolti nella stessa unità che c’è tra il Padre e il Figlio, “possiamo essere uniti”. È un bellissimo dono, è un dono nella reciprocità che ci fa ognuna delle Tre Persone divine !

«Perché tutti siano una sola cosa»

Qual è allora la nostra parte perché il sogno di Dio si realizzi?
Qual è il nostro contributo per l’adempimento della preghiera di Gesù ?
- L’unica risposta sta tutta in un “sì” di adesione !
- È fare nostra la preghiera di Gesù !
- È volere che il sogno di Dio sia anche il nostro sogno !
Prestiamogli quindi labbra e cuore e ripetiamo con Lui, ogni giorno, con fiducia, la preghiera al Padre, perché l’unità, come abbiamo detto, è un dono dall’alto, chiediamogliela con fede, e senza stancarci mai.
Impariamo anche, quando stiamo per prendere una decisione, oppure quando ci troviamo di fronte ad una scelta o ad una particolare azione da compiere, a chiederci se questa serve per costruire l’unità, se è il meglio in vista dell’unità.
Chiediamoci anche se siamo capaci di andare dove c’è una disunità evidente per prenderla su di noi come ha fatto Gesù.
Nel nostro vivere quotidiano vi sono molti tipi di disunità: attriti in famiglia, tra persone che conosciamo; tensioni nel quartiere; disaccordi nell’ambiente di lavoro, in parrocchia, tra le Chiese.
Cerchiamo di non restare indifferenti, di non sfuggire i dissidi e le incomprensioni, ma portiamo in queste situazioni il nostro amore fatto di ascolto, di attenzione all’altro, di condivisione del dolore.
Non diamo peso ai malintesi o alle divergenze di idee ma accettiamo con gioia le differenze e consideriamole una ricchezza, perché l’unità non è uniformità.
E, soprattutto, viviamo in unità con quanti sono disponibili a condividere l’ideale di Gesù e la Sua preghiera, contenti del “meno perfetto in unità che del più perfetto in disunità”,
Questo a volte ci metterà in croce, ma è la strada che Gesù ha scelto per rifare l’unità della famiglia umana e noi, con il nostro “sì”, vogliamo percorrerla con Lui «Perché tutti siano una sola cosa» !
Luisa

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Messaggio  don.battista il Mar 17 Nov - 11:01

federico.meneghello ha scritto:

«Perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17, 21).

Siamo a novembre ed è bello con questa Parola di Vita tornare a parlare del “sogno di Dio”.
Da tutta l’eternità il Suo bellissimo Sogno siamo noi, la famiglia umana, sono i Suoi figli uniti in comunione d’amore con Lui e tra di loro perché possano condividere la Sua stessa vita divina.
Questo è ciò che sta più a cuore a Gesù: che tutti siano una cosa sola ! e lo chiede al Padre nella Sua ultima accorata preghiera.
La famiglia umana, fin dalle origini (lo si legge nella Genesi) è stata frantumata ! è forse un fallimento di Dio ? Può sembrarlo, ma Lui non si dà per vinto, non smette di sognare e affida a Suo Figlio la grande missione di radunare i figli dispersi, di abbattere i muri delle separazioni, delle inimicizie tra i popoli  e manda Gesù sulla terra per creare un popolo nuovo (cf. Ef 2,14-16).
È l’unità che Dio non smette di sognare, e Gesù gliela chiede come il Dono più grande per tutti noi: «Ti prego, Padre, perché tutti siano una sola cosa come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi».
E, in quel come c’è tutto perché significa che, dato che siamo plasmati a immagine e somiglianza di Dio, possiamo essere coinvolti nella stessa unità che c’è tra il Padre e il Figlio, “possiamo essere uniti”. È un bellissimo dono, è un dono nella reciprocità che ci fa ognuna delle Tre Persone divine !

«Perché tutti siano una sola cosa»

Qual è allora la nostra parte perché il sogno di Dio si realizzi?
Qual è il nostro contributo per l’adempimento della  preghiera di Gesù ?
- L’unica risposta sta tutta in un “sì” di adesione !
- È fare nostra la preghiera di Gesù !
- È volere che il sogno di Dio sia anche il nostro sogno !
Prestiamogli quindi labbra e cuore e ripetiamo con Lui, ogni giorno, con fiducia, la preghiera al Padre, perché l’unità, come abbiamo detto, è un dono dall’alto, chiediamogliela con fede, e senza stancarci mai.
Impariamo anche, quando stiamo per prendere una decisione, oppure quando ci troviamo di fronte ad una scelta o ad una particolare azione da compiere, a chiederci se questa serve per costruire l’unità, se è il meglio in vista dell’unità.
Chiediamoci anche se siamo capaci di andare dove c’è una disunità evidente per prenderla su di noi come ha fatto Gesù.
Nel nostro vivere quotidiano vi sono molti tipi di disunità: attriti in famiglia, tra persone che conosciamo; tensioni nel quartiere; disaccordi nell’ambiente di lavoro, in parrocchia, tra le Chiese.
Cerchiamo di non restare indifferenti, di non sfuggire i dissidi e le incomprensioni, ma portiamo in queste situazioni il nostro amore fatto di ascolto, di attenzione all’altro, di condivisione del dolore.
Non diamo peso ai malintesi o alle divergenze di idee ma accettiamo con gioia le differenze e consideriamole una ricchezza, perché l’unità non è uniformità.
E, soprattutto, viviamo in unità con quanti sono disponibili a condividere l’ideale di Gesù e la Sua preghiera, contenti del “meno perfetto in unità che del più perfetto in disunità”,
Questo a volte ci metterà in croce, ma è la strada che Gesù ha scelto per rifare l’unità della famiglia umana e noi, con il nostro “sì”, vogliamo percorrerla con Lui «Perché tutti siano una sola cosa» !
Luisa

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