commento alla Parola di Vita

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commento alla Parola di Vita

Messaggio  don.battista il Mar 1 Mar - 18:41

“È giunto a voi il regno di Dio” (Lc 11, 20).

Per aiutarci a vivere questa parola di vita, Fabio Ciardi ci ricorda una frase con la quale Chiara Lubich, nel mese di marzo di 25 anni fa, affidava il suo sogno a migliaia di giovani: «Rendere il mondo migliore, quasi una sola famiglia, quasi appartenente a un’unica patria, a un mondo solidale, anzi a un mondo unito».
Questo sogno di Chiara è un invito anche per noi, un invito a non lasciarlo rimanere un’utopia, ma a realizzarlo vivendo l’amore reciproco nella certezza che così facendo avremo fra noi «Cristo stesso, l’Onnipotente. E ogni cosa potremo sperare da lui».
Sì, è Lui il regno di Dio.
Chiara Lubich diceva ancora ai giovani:
«sarà Lui stesso che opererà con voi nei vostri Paesi, perché Lui tornerà in un certo modo nel mondo, in tutti i luoghi in cui vi trovate, reso presente dal vostro reciproco amore, dalla vostra unità. E lui vi illuminerà su tutto il daffare, vi guiderà, vi sosterrà, sarà la vostra forza, il vostro ardore, la vostra gioia. Per Lui il mondo attorno a voi, si convertirà alla concordia, ogni divisione si suturerà. (…) Amore, dunque, fra voi ed amore seminato in molti angoli della terra fra i singoli, fra i gruppi, fra nazioni, con tutti i mezzi, perché sia realtà l’invasione d’amore, di cui ogni tanto parliamo, e prenda consistenza, anche per il vostro contributo, la civiltà dell’amore che tutti attendiamo. A questo siete chiamati. E vedrete cose grandi» .
Con queste parole faceva capire a loro e a noi quale compito abbiamo nel mondo.
Anche quando a volte ci sembra che il male abbia il sopravvento e ci sentiamo impotenti ricordiamoci quello che Gesù ci ha annunciato: “È giunto a voi il regno di Dio”, “Il regno di Dio è in mezzo voi!” (Lc 17, 21). Ricordiamoci che ognuno di noi è chiamato, con la forza dell’amore reciproco a dare il suo contributo. Ricordiamoci che nostro compito è fare in modo che Egli sia sempre tra noi.



Silvia, questo è il nome di battesimo di Chiara Lubich, nasce il 22 gennaio 1920 a Trento, muore il 14 marzo 2008 a Rocca di Papa, attorniata dalla sua gente .
Nel 1943, ormai ventitreenne, mentre si reca a prendere il latte a un paio di chilometri da casa, in località Madonna Bianca, al posto delle sorelline che avevano declinato l’invito della mamma per il troppo freddo, avverte, proprio sotto un ponte della ferrovia, che Dio la chiama: «Datti tutta a me». Chiara non perde tempo, e con una lettera chiede il permesso di compiere un atto di totale donazione a Dio, a un cappuccino sacerdote, padre Casimiro Bonetti. L’ottiene, dopo un colloquio approfondito. E il 7 dicembre 1943, alle 6 di mattina, si consacra. Quel giorno, Chiara non aveva in cuore nessuna intenzione di fondare qualcosa: semplicemente «sposava Dio». E questo era tutto per lei. Solo più tardi si attribuì a quella data l’inizio simbolico del Movimento dei Focolari.
Di Chiara, risuonano le sue parole espresse un giorno: «Vorrei che l’Opera di Maria, alla fine dei tempi, quando, compatta, sarà in attesa di apparire davanti a Gesù abbandonato-risorto, possa ripetergli: “Quel giorno, mio Dio, io verrò verso di te… con il mio sogno più folle: portarti il mondo fra le braccia”. Padre, che tutti siano uno!».

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