RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA - MAGGIO 2016

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA - MAGGIO 2016

Messaggio  Luisaboaretto2013 il Dom 8 Mag - 21:53

«Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il “Dio con loro”» (Ap 21, 3)

Ogni mese ci viene proposta una parola di vita, che noi cerchiamo con un certo impegno di mettere in pratica.
Questa volta ci chiede di allargare i nostri orizzonti. Ci chiede di vedere Gesù Risorto come una presenza non più limitata ad un luogo o a un tempo, ma come una presenza dilatata al mondo intero.

Abbiamo già parlato del sogno di Dio, ora pensiamo al Suo desiderio. Il desiderio di Dio è sempre stato quello di scendere dal cielo e di abitare con noi, suo popolo. Ci ha creati per questo. Ci ha creati per amore e, come un amante, desidera conversare con noi, stare con noi. Il libro dell’Apocalisse ci dà la certezza che questo desiderio si attuerà nella sua pienezza perché Dio ha già iniziato ad abitare con noi da quando è venuto Gesù.
Il desiderio di Dio è quello di stare con tutte le Sue creature, pur così diverse per colore della pelle, cultura, religione.
Dio non vuole abitare con un popolo solo, “il nostro”, e lasciare soli gli altri. Tutti i popoli sono figli suoi, sono un’unica famiglia, siamo un’unica famiglia!

Impariamo allora ad apprezzare le diversità, ad apprezzare l’altro come una persona che ci appartiene: io sono l’altro, l’altro è me; l’altro vive in me, io vivo nell’altro. Possiamo iniziare dalle persone con le quali viviamo ogni giorno.
È vivendo l’altro che possiamo fare spazio alla presenza di Dio con noi e Lui comporrà l’unità e salvaguarderà l’identità nostra e di ogni popolo.
«Ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e guardare al di là; è arrivato il momento in cui la patria altrui va amata come la propria, in cui il nostro occhio ha da acquistare una nuova purezza. Non basta il distacco da noi stessi per essere cristiani. Oggi i tempi domandano al seguace di Cristo qualcosa di più: una coscienza sociale del cristianesimo […].» (Chiara Lubich, 1959).
Allarghiamo quindi i nostri orizzonti guidati da questa parola: «Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il “Dio con loro”»
«È nello splendore di ciascuno, messo al servizio dell’altro che l’unica luce di vita brillerà abbellendo la patria terrena, facendo di essa un’anticamera della Patria eterna».

Luisaboaretto2013

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riflessioni sulla parola di vita

Messaggio  don.battista il Sab 21 Mag - 17:37

Luisaboaretto2013 ha scritto:«Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il “Dio con loro”» (Ap 21, 3)

Ogni mese ci viene proposta una parola di vita, che noi cerchiamo con un certo impegno di mettere in pratica.
Questa volta ci chiede di allargare i nostri orizzonti. Ci chiede di vedere Gesù Risorto come una presenza non più limitata ad un luogo o a un tempo, ma come una presenza dilatata al mondo intero.

Abbiamo già parlato del sogno di Dio. Ora pensiamo alla Sua volontà.
La volontà di Dio è sempre stata quella di scendere dal cielo e di abitare con noi, suo popolo. Ci ha creati per questo. Ci ha creati per amore e, come un amante, vuole conversare con noi, stare con noi. Il libro dell’Apocalisse ci dà la certezza che questo progetto si attuerà nella sua pienezza perché Dio ha già iniziato ad abitare con noi da quando è venuto Gesù.
Dio vuole stare con tutte le Sue creature,  pur così diverse per colore della pelle, cultura, religione.
Il progetto di Dio non è abitare con un popolo solo, “il nostro”, e abbandonare gli altri.  Tutti i popoli sono figli suoi, sono un’unica famiglia, siamo un’unica famiglia!

Impariamo allora ad apprezzare le diversità, ad apprezzare l’altro come una persona che ci appartiene: io sono l’altro, l’altro è me; l’altro vive in me, io vivo nell’altro. Possiamo iniziare dalle persone con le quali viviamo ogni giorno.
È vivendo l’altro che possiamo fare spazio alla presenza di Dio con noi e Lui comporrà l’unità e salvaguarderà l’identità nostra e di ogni popolo.
«Ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e guardare al di là; è arrivato il momento in cui la patria altrui va amata come la propria, in cui il nostro occhio ha da acquistare una nuova purezza. Non basta il distacco da noi stessi per essere cristiani. Oggi i tempi domandano al seguace di Cristo qualcosa di più: una coscienza sociale del cristianesimo […].» (Chiara Lubich, 1959).
Allarghiamo quindi i nostri orizzonti guidati da questa parola: «Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il “Dio con loro”»
«È nello splendore di ciascuno, messo al servizio dell’altro, che l’unica luce di vita brillerà abbellendo la patria terrena, facendo di essa un’anticamera della Patria eterna».

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