Antonio, il Santo per antonomasia.

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Antonio, il Santo per antonomasia.

Messaggio  federico.meneghello il Sab 25 Giu - 10:56

Ferdinando, nato Lisbona nel 1195 proviene da una famiglia aristocratico- militare , cattolica di formazione, considerato che una parte del Portogallo in quel tempo si era da poco svincolata dalla dominazione islamica che si estendeva a quasi tutta la penisola iberica, a parte  le zone nordiche, Nell’infanzia, come era privilegio per le classi alte, frequenta la scuola della cattedrale.  Nel 1220 si fa ordinare sacerdote a Coimbra, famosa città universitaria del Portogallo,entrando nell’ordine dei canonici regolari di sant’Agostino.Intelligente, coltissimo, sentiva la vocazione per il martirio.  Viene colpito soprattutto dalle reliquie di cinque missionari che avevano diffuso il messaggio  cristiano in Marocco, zona completamente islamica. Ferdinando è un combattente della sua fede, ma si rende conto che il   messaggio cristiano va diffuso trasmesso non con le armi, ma con il convincimento dettato dalla pace, dalla misericordia,  da un esempio coerente di vita..IL suo sogno è quello di andare in  Marocco a diffondere l’amore di Cristo…… Si fa  francescano, la fama del fraticello di  Assisi giunge anche in Portogallo, cambia il suo nome in Antonio, simbolo di una nuova vita, maggiormente aderente al messaggio , e con altri confratelli si imbarca per il Marocco. Ma una strana malattia spezza il suo sogno e dopo un terribile naufragio la nave anziché nella penisola iberica salpa in  Sicilia .Il destino di Antonio è quello di risalire la penisola, di interagire in terre cristiane, scontrandosi con un messaggio vissuto incoerentemente, all’insegna della superficialità……. A  Forlì, in terra di Romagna, tiene pubblicamente il suo primo discorso ufficiale e ben presto la sua fama di predicatore, colto, convincente, va oltre qualsiasi confine. Egli con la parola e con il cuore si impegna a convertire i fratelli che si trovavano nelle “sabbie mobili” , protegge i deboli e pone in crisi i sopraffattori. Insegna teologia alle università di Montpellier e a Bologna.  Si impegna nella battaglia contro l’eresia catara molto diffusa in quei tempi.  Il catarismo  contesta i vertici di una chiesa sempre più temporizzata,. si rifà anche a un dualismo filosofico estremo, secondo cui la materia è la sede del male, solamente nello spirito risiede il bene. Pertanto contesta il matrimonio, disprezza la sessualità. Il sacerdozio cattolico, creando divisioni e confusione nel mondo cristiano.
Antonio li combatte con le armi della dialettica, con la persuasione, con decisione li fa riflettere, li converte, disprezzando la violenza con cui a volte venivano combattute tali eresie. Il pacifismo incondizionato di Francesco di Assisi entra in lui, bandisce  qualsiasi ricorso alle armi, rifiuta la concezione di guerra “giusta”, abiurando la sua educazione militare, ricevuta dalla famiglia di origine….. La sua unica spada è l’amore incondizionato per ogni categoria di prossimo…… Il Santo di Padova approda in tale città nell’agosto del 1230 , per morirvi 10 mesi dopo, nel giugno del 1231. A  Padova trova una città corrotta in mano a cerchie potenti di usurai che riducevano i poveri a divenire ancora più poveri e disperati, inducendo le donne a prostituirsi e a creare un degrado umano. Antonio non è solo il santo dei miracoli secondo una concezione agiografica dolciastra e riduttiva,  ma dal suo arrivo a Padova con estremo coraggio denuncia i potenti corrotti, lotta contro la piaga dell’usura, il popolo oppresso è dalla sua parte e riesce a convertire a una vita degna di essere vissuta anche  i potenti, rendendolo consapevoli del” fango” nel quale si impantanavano E ben presto gli abitanti di Padova iniziano  a amarlo, e grande anche rimane  la fama dei suoi prodigi.    E in tale città muore, spossato dai digiuni, dalle veglie, dalle fatiche, e la sua morte si trasforma subito in un fulgente esempio di vita vissuta all’insegna degli altri.  Sono rimasti i suoi sermoni da cui si rileva una fortissima devozione per La Madonna che chiama Stella del mare,  protettrice  di ogni essere umano la cui vita diventa un percorso di navigazione con ricorrenti naufragi,  spesso improvvisi, inaspettati, dirompenti.. E Maria ci salva, ci riporta a terra dai risucchi di onde insidiose…….. Antonio viene decretato da Pio XII ,al secolo Eugenio Pacelli, Dottore della Chiesa.…. E la sua fama travalica i confini della cristianità,.  rendendo Padova

la chiesa  di Lisbona dedicata al Santo.

basilica del Santo a Padova

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federico.meneghello
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Antonio, santo per antonomasia

Messaggio  don.battista il Sab 25 Giu - 21:17

federico.meneghello ha scritto:Ferdinando, nato Lisbona nel 1195 proviene da una famiglia aristocratico- militare , cattolica di formazione, considerato che una parte del Portogallo in quel tempo si era da poco svincolata dalla dominazione islamica che si estendeva a quasi tutta la penisola iberica, a parte  le zone nordiche. Nell’infanzia, come era privilegio per le classi alte, frequenta la scuola della cattedrale.  Nel 1220 si fa ordinare sacerdote a Coimbra, famosa città universitaria del Portogallo, entrando nell’ordine dei canonici regolari di sant’Agostino. Intelligente, coltissimo, sentiva la vocazione per il martirio.  Viene colpito soprattutto dalle reliquie di cinque missionari che avevano diffuso il messaggio  cristiano in Marocco, zona completamente islamica. Ferdinando è un combattente della sua fede, ma si rende conto che il   messaggio cristiano va diffuso trasmesso non con le armi, ma con il convincimento dettato dalla pace, dalla misericordia,  da un esempio coerente di vita..Il suo sogno è quello di andare in  Marocco a diffondere l’amore di Cristo…… Si fa  francescano, la fama del fraticello di  Assisi giunge anche in Portogallo, cambia il suo nome in Antonio, simbolo di una nuova vita, maggiormente aderente al messaggio , e con altri confratelli si imbarca per il Marocco. Ma una strana malattia spezza il suo sogno e dopo un terribile naufragio la nave anziché nella penisola iberica approda in  Sicilia .Il destino di Antonio è quello di risalire la penisola, di interagire in terre cristiane, scontrandosi con un messaggio vissuto incoerentemente, all’insegna della superficialità……. A  Forlì, in terra di Romagna, tiene pubblicamente il suo primo discorso ufficiale e ben presto la sua fama di predicatore, colto, convincente, va oltre qualsiasi confine. Egli con la parola e con il cuore si impegna a convertire i fratelli che si trovavano nelle “sabbie mobili” , protegge i deboli e pone in crisi i sopraffattori. Insegna teologia alle università di Montpellier e a Bologna.  Si impegna nella battaglia contro l’eresia catara molto diffusa in quei tempi.  Il catarismo  contesta i vertici di una chiesa sempre più temporizzata, si rifà anche a un dualismo filosofico estremo, secondo cui la materia è la sede del male, solamente nello spirito risiede il bene. Pertanto contesta il matrimonio, disprezza la sessualità, il sacerdozio cattolico, creando divisioni e confusione nel mondo cristiano.
Antonio li combatte con le armi della dialettica, con la persuasione, con decisione li fa riflettere, li converte, disprezzando la violenza con cui a volte venivano combattute tali eresie. Il pacifismo incondizionato di Francesco di Assisi entra in lui, bandisce  qualsiasi ricorso alle armi, rifiuta la concezione di guerra “giusta”, abiurando la sua educazione militare, ricevuta dalla famiglia di origine….. La sua unica spada è l’amore incondizionato per ogni categoria di prossimo…… Il Santo approda a Padova nell’agosto del 1230 , per morirvi 10 mesi dopo, nel giugno del 1231. A  Padova trova una città corrotta in mano a cerchie potenti di usurai che riducevano i poveri a divenire ancora più poveri e disperati, inducendo le donne a prostituirsi e a creare un degrado umano. Antonio non è solo il santo dei miracoli secondo una concezione agiografica dolciastra e riduttiva,  ma dal suo arrivo a Padova con estremo coraggio denuncia i potenti corrotti, lotta contro la piaga dell’usura, il popolo oppresso è dalla sua parte e riesce a convertire a una vita degna di essere vissuta anche  i potenti, rendendoli consapevoli del” fango” nel quale si impantanavano E ben presto gli abitanti di Padova iniziano  ad amarlo, e grande anche rimane  la fama dei suoi prodigi.    E in tale città muore, spossato dai digiuni, dalle veglie, dalle fatiche, e la sua morte si trasforma subito in un fulgente esempio di vita vissuta all’insegna degli altri.  Sono rimasti i suoi sermoni da cui si rileva una fortissima devozione per la Madonna che chiama Stella del mare,  protettrice  di ogni essere umano la cui vita diventa un percorso di navigazione con ricorrenti naufragi,  spesso improvvisi, inaspettati, dirompenti. E Maria ci salva, ci riporta a terra dai risucchi di onde insidiose…….. Antonio viene decretato da Pio XII ,al secolo Eugenio Pacelli, Dottore della Chiesa.…. E la sua fama travalica i confini della cristianità,  rendendo Padova la città el Santo

la chiesa  di Lisbona dedicata al Santo.

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