I magi di sante rodella

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I magi di sante rodella

Messaggio  federico.meneghello il Dom 18 Dic - 19:18

Chi non ricorda la sua infanzia, i Natali di quando si era piccoli, carichi di  magia, di luci che ci  apparivano sfolgoranti, il loro riverbero sui nostri volti stupiti che guardavano il presepe allestito a casa, piccolo o grande che fosse?   Eravamo incantati dai personaggi principali, dalle statuine della sacra  Famiglia, dai pastori e dopo, con qualche ritardo ,i nostri genitori ponevano le statue dei re Magi, che cavalcavano disinvolti o cammelli o dromedari,  figure aristocratiche che rendevano omaggio al  Bambino che si era incarnato povero tra i poveri. L’arrivo dei Magi, il 6 gennaio, ci portava però via tutte le feste, il giorno successivo saremmo ritornati a scuola, rimpiangendo le vacanze natalizie che erano volate….. Le  statuine, i festoni di decorazioni, la stella cometa,  i cieli stellati di cartone sarebbero ritornati nel ripostiglio di casa…  Tutto finisce , ma rimaneva la nostalgia della feste…… Colpa dei Magi ????    Ma chi sono questi signori che arrivano per ultimi con aria solenne e festosa, completano il presepe, ma anche  ci si rende conto che  con la loro apparizione si concludono i giorni   dell’ incanto???? Ma chi sono queste figure misteriose,  che pongono fine a un periodo che colora di luci fantasmagoriche la fase dell’infanzia, l’alba della nostra esistenza.   Anche a scuola non si parlava moltissimo dei Magi, rimanevano figure ieratiche ma enigmatiche…… I magi, per onor del vero, era una casta sacerdotale, che appartenevano alla religione di Zoroastro,    un profeta vissuto nel vi secolo avanti Cristo che ha nell’antico e potente regno persiano fondato una religione dualistica, nel senso che si basa su due divinità contrapposte, il Bene e il Male, entrambi potenti e equipollenti. Le varie dinastie dei sovrani di Persia,  prima gli  Achemenidi e in seguito i  Sassanidi  accolgono di buon grado tale religione, a servizio del potente e esteso impero, il cui monarca si fregia del titolo di “ Re dei Re”.    Sino al 300 circa avanti cristo, prima dell’avventura di Alessandro Magno,  l’impero persiano spazia dalla  Grecia all’ India. Un territorio vastissimo, dalla capitale mobile, diviso in satrapie,  militarmente fortissimo, estremamente organizzato. E il culto di Zoroastro o Zaratustra è molto sentito,  e il libro sacro è l’ Avesta…….. Il dominio persiano resiste alla sete di espansionismo dell’impero romano, e anche ai bizantini. Solo L’islam inizia  a destabilizzarli, ma non riesce a domare completamente l’identità nazionale persiana, nel corso dei secoli. Attualmente i  Parsisti, eredi della religione zooroastrica, si trovano in India, in numerose comunità.   Nei vangeli canonici solo l’evangelista Matteo fa menzione ai magi, non precisandone il numero, né li presenta come re.  Infatti si tratta di sacerdoti zoroastriani astrologi, che provengono   dalla  Persia, devoti alle dottrine di Zoroastro, una religione basata soprattutto sullo studio astrologico e astronomico.  Come viene raccontato da Matteo, I magi seguendo un stella, si sono presentati dal re  Erode, vassallo dei Romani,  passato alla storia come uomo sanguinario e psicopatico, di origini arabe.   Si recano a adorare il piccolo Gesù, offrendo i tre doni oro, incenso e mirra. L’oro è il simbolo della regalità, l’incenso della divinità, la mirra, una erba amarissima e preziosa con funzione balsamica, che  veniva posta anche sui cadaveri.  Sempre secondo il racconto di Matteo sono dirottati da un angelo a tornarsene nelle loro terre anziché ritornare a riferire il  sacro evento al  crudele Erode che era ossessionato dal tarlo mentale di essere spodestato dal suo trono….. I magi sono citati dai vangeli apocrifi, soprattutto dal protovangelo di Giacomo che ha ispirato il grande Giotto……    IL resto è leggenda, ma il culto dei magi si diffonde nella chiesa cristiana primitiva. Ben presto secondo la tradizione i magi diventano tre, numero perfetto, un ossequio alla Trinità, o forse in riferimento ai tre doni…..Sono chiamati Gaspare, Melchiorre e Baldassare e viene attribuita loro una provenienza diversa, uno arabo, un’ altro persiano e il terzo di pelle nera, per attribuire loro una connotazione universale. Le reliquie dei magi sono venerate attualmente in  Germania nel duomo di Colonia……..  e per tradizione vengono considerati re……. Ma al di là delle leggende,     alcuni spunti ci fanno riflettere:  Il dio che si incarna in un bambino viene adorata da stranieri, da appartenenti a un’altra religione, addirittura lontani geograficamente, eppure seguono il loro percorso faticoso, accidentato, per seguire quella stella, preferendola a stelle forse più luccicanti ma ingannevoli,  I magi divengono la metafora dei viandanti che con fatica e ostinazione rincorrono il dio che ha sapore di autentico, che si incarna nell’uomo, un uomo spesso fragile ma capace di rigenerarsi.  Inseguono il dio di misericordia che non ti abbandona nelle notti senza stelle, senza luna, che ti ripara dalla prepotenza del vento, dalla calura insopportabile del deserto. Un dio oasi, oasi di pace e di serenità,  un dio che ci fa dimenticare le fitte tenebre della notte, che ci evita i pericoli, le insidie del viaggio.  I magi affascinati dalla stella, che ha reso sopportabile il faticoso viaggio di andata, scorgendo il Bambino, si saranno inebriati di una gioia intensa, indescrivibile, e da quel momento  la loro limitata esistenza, come quella di tutti noi, si sarà confusa con l’eternità. E noi tutti ci poniamo in cammino con loro, superando con  coraggio le fatiche, le asprezze del finito per cogliere le ebbrezze dell’infinito…….
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I Magi

Messaggio  don.battista il Lun 19 Dic - 23:00

federico.meneghello ha scritto:Chi non ricorda la sua infanzia, i Natali di quando si era piccoli, carichi di  magia, di luci che ci  apparivano sfolgoranti, il loro riverbero sui nostri volti stupiti che guardavano il presepe allestito a casa, piccolo o grande che fosse?   Eravamo incantati dai personaggi principali, dalle statuine della sacra  Famiglia, dai pastori e dopo, con qualche ritardo, i nostri genitori ponevano le statue dei re Magi, che cavalcavano disinvolti o cammelli o dromedari,  figure aristocratiche che rendevano omaggio al  Bambino incarnato povero tra i poveri. L’arrivo dei Magi, il 6 gennaio, ci portava però via tutte le feste, il giorno successivo saremmo ritornati a scuola, rimpiangendo le vacanze natalizie che erano volate….. Le  statuine, i festoni di decorazioni, la stella cometa,  i cieli stellati di cartone sarebbero ritornati nel ripostiglio di casa…  Tutto finisce , ma rimaneva la nostalgia della feste…… Colpa dei Magi ????    Ma chi sono questi signori che arrivano per ultimi con aria solenne e festosa, completano il presepe, ma anche concludono con la loro apparizione i giorni   dell’ incanto???? Ma chi sono queste figure misteriose,  che pongono fine a un periodo che colora di luci fantasmagoriche la fase dell’infanzia, l’alba della nostra esistenza?.   Anche a scuola non si parlava moltissimo dei Magi, rimanevano figure ieratiche ma enigmatiche ...
I magi, ad onor del vero, era una casta sacerdotale, che apparteneva alla religione di Zoroastro,  un profeta vissuto nel VI secolo avanti Cristo che nell’antico e potente regno persiano ha fondato una religione dualistica, basata cioè su due divinità contrapposte, il Bene e il Male, entrambi potenti e equipollenti. Le varie dinastie dei sovrani di Persia,  prima gli  Achemenidi e in seguito i  Sassanidi  accolgono di buon grado tale religione, a servizio del potente e esteso impero, il cui monarca si fregia del titolo di “ Re dei Re”.    Sino al 300 circa avanti cristo, prima dell’avventura di Alessandro Magno,  l’impero persiano spazia dalla  Grecia all’ India. Un territorio vastissimo, dalla capitale mobile, diviso in satrapie,  militarmente fortissimo, estremamente organizzato. Il culto di Zoroastro o Zaratustra è molto sentito, il libro sacro è l’ Avesta ... Il dominio persiano resiste alla sete di espansionismo dell’impero romano, e anche ai bizantini. Solo L’islam inizia  a destabilizzarli, ma non riesce a domare completamente l’identità nazionale persiana, nel corso dei secoli. Attualmente i  Parsisti, eredi della religione zoroastrica, si trovano in India, in numerose comunità.   Nei vangeli canonici solo l’evangelista Matteo fa menzione ai magi, non precisandone il numero, né li presenta come re.  Infatti si tratta di sacerdoti zoroastriani astrologi, che provengono   dalla  Persia, devoti alle dottrine di Zoroastro, una religione basata soprattutto sullo studio astrologico e astronomico.  Come viene raccontato da Matteo, i Magi, seguendo una stella, si sono presentati dal re  Erode, vassallo dei Romani,  passato alla storia come uomo sanguinario e psicopatico, di origini arabe.   Si recano a adorare il piccolo Gesù, offrendo i tre doni oro, incenso e mirra. L’oro è il simbolo della regalità, l’incenso della divinità, la mirra, una erba amarissima e preziosa con funzione balsamica, che  veniva posta anche sui cadaveri.  Sempre secondo il racconto di Matteo sono dirottati da un angelo a tornarsene nelle loro terre anziché ritornare a riferire il  sacro evento al  crudele Erode che era ossessionato dal tarlo mentale di essere spodestato dal suo trono….. I magi sono citati dai vangeli apocrifi, soprattutto dal protovangelo di Giacomo che ha ispirato il grande Giotto……    IL resto è leggenda, ma il culto dei magi si diffonde nella chiesa cristiana primitiva. Ben presto secondo la tradizione i magi diventano tre, numero perfetto, in ossequio alla Trinità, o forse in riferimento ai tre doni…..Sono chiamati Gaspare, Melchiorre e Baldassare e viene attribuita loro una provenienza diversa, uno arabo, un altro persiano e il terzo di pelle nera, per attribuire loro una connotazione universale. Le reliquie dei magi sono venerate attualmente in  Germania nel duomo di Colonia……..  e per tradizione vengono considerati re……. Ma al di là delle leggende, alcuni spunti ci fanno riflettere:  Il dio che si incarna in un bambino viene adorato da stranieri, da appartenenti a un’altra religione, addirittura lontani geograficamente, eppure seguono il loro percorso faticoso, accidentato, per seguire quella stella, preferendola a stelle forse più luccicanti ma ingannevoli.  I magi divengono la metafora dei viandanti che con fatica e ostinazione rincorrono il dio che ha sapore di autentico, che si incarna nell’uomo, un uomo spesso fragile ma capace di rigenerarsi.  Inseguono il dio di misericordia che non ti abbandona nelle notti senza stelle, senza luna, che ti ripara dalla prepotenza del vento, dalla calura insopportabile del deserto. Un dio oasi, oasi di pace e di serenità,  un dio che ci fa dimenticare le fitte tenebre della notte, che ci evita i pericoli, le insidie del viaggio.  I magi affascinati dalla stella, che ha reso sopportabile il faticoso viaggio di andata, scorgendo il Bambino, si saranno inebriati di una gioia intensa, indescrivibile, e da quel momento  la loro limitata esistenza, come quella di tutti noi, si sarà confusa con l’eternità. E noi tutti ci poniamo in cammino con loro, superando con  coraggio le fatiche, le asprezze del finito per cogliere le ebbrezze dell’infinito…….

questo è l'ultimo testo corretto. Don Battista

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