TEMPO DI QUARESIMA

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TEMPO DI QUARESIMA

Messaggio  Maurizio.Pengo il Dom 12 Mar - 23:26

TEMPO DI QUARESIMA

Le sei settimane che precedono la Pasqua costituiscono il tempo liturgico denominato Quaresima a ricordo del periodo di 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano. Molti però sono anche i riferimenti al numero 40 nell’Antico Testamento: i 40 giorni del diluvio universale, i 40 giorni trascorsi da Mosè sul Monte Sinai, i 40 giorni di cammino del profeta Elia per giungere al Monte Oreb; i 40 giorni concessi da Dio a Ninive prima della distruzione predicata da Giona, nonché i 40 anni trascorsi da Israele nel deserto prima di raggiungere la terra di Canaan. Secondo il calendario romano, il tempo di Quaresima inizia con il mercoledì delle Ceneri e termina prima della messa del Giovedì Santo detta “in Coena Domini”. La quarta domenica è detta anche Laetare (=Rallegrati) e le vesti liturgiche sono di color rosa. La sesta domenica di Quaresima viene detta “delle Palme” o “di Passione” e dà inizio alla Settimana Santa.
La Quaresima è un tempo speciale di preparazione alla Pasqua che è il cuore di tutto l’anno liturgico. In questo tempo la Chiesa invita i fedeli a fare un percorso di revisione di vita e di conversione. Ai cristiani è richiesto maggiore impegno nella preghiera, nella penitenza e nelle pratiche di carità.
Ogni anno il Papa pubblica un Messaggio per la Quaresima ispirandosi a un passo del Nuovo Testamento. Molti vescovi a loro volta propongono degli itinerari per l’animazione pastorale nelle proprie diocesi. La Chiesa di Padova, sotto la guida del vescovo Claudio, quest’anno invita tutti i fedeli a sostare per prendere fiato lungo il cammino, per ripensare alla propria vita cristiana e per assumere nuovi modi di vivere, di stare nel mondo e di relazionarsi con Dio.
Ma per vivere bene il Tempo di Quaresima non è necessario conoscere né i Messaggi papali, né gli Orientamenti pastorali diocesani, né iniziative straordinarie di parroci più o meno creativi: basta la sobrietà della vita di ogni giorno e la pratica della liturgia che è la sapienza millenaria della Chiesa.
In questo periodo, basta entrare in una chiesa ed osservare come essa sia particolarmente sobria ed austera, come prevalga il colore viola, come essa sia priva di elementi festivi: fiori, tappeti e ogni decoro superfluo per sentirsi avvolti dal clima meditativo della Quaresima. L’organo e la musica in genere sono usati con parsimonia quando non siano necessari ad accompagnare i canti. Tuttavia, pur essendo un tempo penitenziale, quello della Quaresima non è un tempo triste e opprimente. Si tratta di un tempo speciale di purificazione e di rinnovamento della vita cristiana, per poter condividere in maggior pienezza e gioia, il mistero pasquale del Signore. Sembra che anche i Santi si facciano da parte in questo periodo per non interrompere il raccoglimento quaresimale.
Le letture delle prime cinque messe festive di Quaresima invitano i fedeli a riflettere sempre sullo stesso tema, anche se da angolature diverse: il rinnovamento della vita cristiana attraverso la conversione del cuore. L’esortazione è a lasciar morire l’uomo vecchio e ad abbracciare la vita nuova in Cristo, ad abbandonare la chiusura dell’egoismo e ad aprirsi all’azione dello Spirito.
In Quaresima nella messa della domenica si omette di cantare il “Gloria” e l’“Alleluia” viene sostituito con un’altra acclamazione a Cristo. Molto belle e suggestive sono le orazioni proprie di questo tempo penitenziale.
Nella tradizione della Chiesa le tre grandi pratiche quaresimali ovvero i mezzi della penitenza per prepararsi convenientemente alla Pasqua sono: la preghiera, il digiuno (= rinuncia) e l’elemosina (= carità) (vedere Mt 6,1-6.16-18).
Tramite la preghiera, quale condizione indispensabile per l’incontro con Dio, il cristiano entra in dialogo con il Signore e si lascia illuminare dallo Spirito. Oggi la Chiesa mette a disposizione anche dei laici la preghiera delle Lodi e dei Vespri. È possibile recitarli in forma individuale o comunitaria, ma anche nell’intimità della famiglia. La Quaresima è tempo propizio anche per dedicarsi più assiduamente alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, oltre che alla devozione a Cristo crocifisso e all’adorazione eucaristica.
La pratica del digiuno è legata fin dall’antichità a questo periodo liturgico. Un tempo si praticava tutti i mercoledì e i venerdì di Quaresima. Oggi il digiuno ecclesiastico è limitato al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo e vuole esprimere la partecipazione del corpo nel cammino della conversione. Come opera di penitenza la Chiesa invita inoltre all’astinenza dalle carni il venerdì, quale segno di povertà. In passato infatti mangiare carne era considerato un lusso. Oggi il digiuno richiede di fare un solo pasto al giorno, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera. L'astinenza proibisce di mangiar carne, ma non uova, latticini e qualsiasi condimento a base di grasso di animali. Sono giorni di astinenza tutti i venerdì dell'anno. Il digiuno può essere sostituito da un altro sacrificio e l'astinenza da altre pratiche di pietà.
La mortificazione e la rinuncia, nelle circostanze ordinarie della nostra vita, costituiscono un mezzo concreto per vivere lo spirito della Quaresima. Non si tratta tanto di creare occasioni straordinarie; piuttosto di offrire quelle circostanze quotidiane che più ci pesano; di accettare con umiltà, serenità e gioia, i vari contrattempi che ci si presentano nella vita quotidiana, approfittando di essi per unirci alla croce del Signore. Così pure, il rinunciare a cose pur legittime ci aiuta a vivere in modo più distaccato dalle cose. Il frutto di queste rinunce e sacrifici possiamo trasformarlo in elemosina per i poveri ovvero in un più forte impegno di carità verso i più bisognosi.
Legati alla Quaresima ci sono poi anche numerosi esercizi di pietà, tra i quali il più amato dal popolo cristiano è la Via Crucis. Essa fa memoria dell’ultimo tratto della strada percorsa da Gesù nella sua vita terrena. Rappresentazioni della Via Crucis sono presenti in tutte le chiese e santuari. Questo pio esercizio viene celebrato in particolare il venerdì e in esso confluiscono anche diverse espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: l’idea della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della Croce, dall'esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di unirsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela di Cristo, secondo la quale il discepolo deve seguire il Maestro portando la propria croce ogni giorno.

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Maurizio.Pengo

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Messaggio  don.battista il Mer 15 Mar - 11:34

Maurizio.Pengo ha scritto:TEMPO DI QUARESIMA

Le sei settimane che precedono la Pasqua costituiscono il tempo liturgico denominato Quaresima a ricordo del periodo di 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo battesimo nel Giordano. Molti però sono anche i riferimenti al numero 40 nell’Antico Testamento: i 40 giorni del diluvio universale, i 40 giorni trascorsi da Mosè sul Monte Sinai, i 40 giorni di cammino del profeta Elia per giungere al Monte Oreb; i 40 giorni concessi da Dio a Ninive prima della distruzione predicata da Giona, nonché i 40 anni trascorsi da Israele nel deserto prima di raggiungere la terra di Canaan. Secondo il calendario romano, il tempo di Quaresima inizia con il mercoledì delle Ceneri e termina prima della messa del Giovedì Santo detta “in Coena Domini”. La quarta domenica è detta anche Laetare (=Rallegrati) e le vesti liturgiche sono di color rosa. La sesta domenica di Quaresima viene detta “delle Palme” o “di Passione” e dà inizio alla Settimana Santa.
La Quaresima è un tempo speciale di preparazione alla Pasqua che è il cuore di tutto l’anno liturgico. In questo tempo la Chiesa invita i fedeli a fare un percorso di revisione di vita e di conversione. Ai cristiani è richiesto maggiore impegno nella preghiera, nella penitenza e nelle pratiche di carità.
Ogni anno il Papa pubblica un Messaggio per la Quaresima ispirandosi a un passo del Nuovo Testamento. Molti vescovi a loro volta propongono degli itinerari per l’animazione pastorale nelle proprie diocesi. La Chiesa di Padova, sotto la guida del vescovo Claudio, quest’anno invita tutti i fedeli a sostare per prendere fiato lungo il cammino, per ripensare alla propria vita cristiana e per assumere nuovi modi di vivere, di stare nel mondo e di relazionarsi con Dio.
Ma per vivere bene il Tempo di Quaresima non è necessario conoscere né i Messaggi papali, né gli Orientamenti pastorali diocesani, né iniziative straordinarie di parroci più o meno creativi: basta la sobrietà della vita di ogni giorno e la pratica della liturgia che è la sapienza millenaria della Chiesa.
In questo periodo, basta entrare in una chiesa ed osservare come essa sia particolarmente sobria ed austera, come prevalga il colore viola, come essa sia priva di elementi festivi: fiori, tappeti e ogni decoro superfluo per sentirsi avvolti dal clima meditativo della Quaresima. L’organo e la musica in genere sono usati con parsimonia quando non siano necessari ad accompagnare i canti. Tuttavia, pur essendo un tempo penitenziale, quello della Quaresima non è un tempo triste e opprimente. Si tratta di un tempo speciale di purificazione e di rinnovamento della vita cristiana, per poter condividere in maggior pienezza e gioia, il mistero pasquale del Signore. Sembra che anche i Santi si facciano da parte in questo periodo per non interrompere il raccoglimento quaresimale.
Le letture delle prime cinque messe festive di Quaresima invitano i fedeli a riflettere sempre sullo stesso tema, anche se da angolature diverse: il rinnovamento della vita cristiana attraverso la conversione del cuore. L’esortazione è a lasciar morire l’uomo vecchio e ad abbracciare la vita nuova in Cristo, ad abbandonare la chiusura dell’egoismo e ad aprirsi all’azione dello Spirito.
In Quaresima nella messa della domenica si omette di cantare il “Gloria” e l’“Alleluia” viene sostituito con un’altra acclamazione a Cristo. Molto belle e suggestive sono le orazioni proprie di questo tempo penitenziale.
Nella tradizione della Chiesa le tre grandi pratiche quaresimali ovvero i mezzi della penitenza per prepararsi convenientemente alla Pasqua sono: la preghiera, il digiuno (= rinuncia) e l’elemosina (= carità) (vedere Mt 6,1-6.16-18).
Tramite la preghiera, quale condizione indispensabile per l’incontro con Dio, il cristiano entra in dialogo con il Signore e si lascia illuminare dallo Spirito. Oggi la Chiesa mette a disposizione anche dei laici la preghiera delle Lodi e dei Vespri. È possibile recitarli in forma individuale o comunitaria, ma anche nell’intimità della famiglia. La Quaresima è tempo propizio anche per dedicarsi più assiduamente alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, oltre che alla devozione a Cristo crocifisso e all’adorazione eucaristica.
La pratica del digiuno è legata fin dall’antichità a questo periodo liturgico. Un tempo si praticava tutti i mercoledì e i venerdì di Quaresima. Oggi il digiuno ecclesiastico, dai 18 ai 60 anni, è limitato al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo e vuole esprimere la partecipazione del corpo nel cammino della conversione. Il digiuno può essere sostituito, "per chi si trovasse in serie difficoltà per l'adempimento della legge", da un altro sacrificio e l'astinenza da altre pratiche di pietà. Come opera di penitenza la Chiesa invita inoltre all’astinenza dalle carni, dopo i 14 anni, il venerdì, quale segno di povertà. In passato infatti mangiare carne era considerato un lusso. Oggi il digiuno richiede di fare un solo pasto al giorno, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera. L'astinenza proibisce di mangiar carne, ma non uova, latticini e qualsiasi condimento a base di grasso di animali. Sono giorni di astinenza tutti i venerdì dell'anno.
La mortificazione e la rinuncia, nelle circostanze ordinarie della nostra vita, costituiscono un mezzo concreto per vivere lo spirito della Quaresima. Non si tratta tanto di creare occasioni straordinarie; piuttosto di offrire quelle circostanze quotidiane che più ci pesano; di accettare con umiltà, serenità e gioia, i vari contrattempi che ci si presentano nella vita quotidiana, approfittando di essi per unirci alla croce del Signore. Così pure, il rinunciare a cose pur legittime ci aiuta a vivere in modo più distaccato dalle cose. Il frutto di queste rinunce e sacrifici possiamo trasformarlo in elemosina per i poveri ovvero in un più forte impegno di carità verso i più bisognosi.
Legati alla Quaresima ci sono poi anche numerosi esercizi di pietà, tra i quali il più amato dal popolo cristiano è la Via Crucis. Essa fa memoria dell’ultimo tratto della strada percorsa da Gesù nella sua vita terrena. Rappresentazioni della Via Crucis sono presenti in tutte le chiese e santuari. Questo pio esercizio viene celebrato in particolare il venerdì e in esso confluiscono anche diverse espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: l’idea della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della Croce, dall'esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di unirsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela di Cristo, secondo la quale il discepolo deve seguire il Maestro portando la propria croce ogni giorno.

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