Riflessioni dalla Parola di Vita di Aprile 2017

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Riflessioni dalla Parola di Vita di Aprile 2017

Messaggio  Luisaboaretto2013 il Mer 19 Apr - 10:24

“Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29).

Pensavo, leggendo la parola che ci è proposta per questo mese di aprile, a quando, lungo il cammino della vita io stessa ho fatto quell’incontro speciale con la persona attraverso la quale Gesù si è fatto riconoscere.
Molte volte in realtà ho avuto questo dono! Gesù si è presentato a me e si è fatto riconoscere nei vari volti delle persone che strada facendo ho incontrato e che mi hanno aiutato a riaccendere la speranza nel cuore facendomi cogliere il vero significato di alcuni particolari avvenimenti.
Quando abbiamo la consapevolezza di camminare con Lui accanto la nostra vita cambia, si illumina e ci fa esclamare: “Resta con noi, perché si fa sera”. Perché Gesù condivide tutto con noi e fa gesti che ci permettono di riconoscerlo. Perché Lui, il Crocifisso, che era morto, ora è Risorto! Perché è sempre Lui che a mensa benedice il pane e lo condivide con noi.
Ed è con Lui che possiamo superare il senso di impotenza che ci coglie di fronte alle ingiustizie che colpiscono persone innocenti, dolori, incertezze, oscurità e trasformarli in pace, speranza, luce, per noi e per gli altri.
«Gesù, l’Uomo-Dio, per essere sicuro di raggiungere ognuno di noi nel profondo della propria situazione, ha accettato liberamente di sperimentare come noi il tunnel del dolore. Il dolore fisico, ma anche quello interiore: dal tradimento da parte dei suoi amici fino alla sensazione di essere abbandonato  da quel Dio che aveva sempre chiamato Padre. Per la sua fiducia incrollabile nell’amore di Dio, ha superato quell’immenso dolore riaffidandosi a Lui  e da Lui ha ricevuto nuova vita».
Gesù vuole accompagnarci:
«... Egli è presente in tutto ciò che ha sapore di dolore... Proviamo a riconoscere Gesù in tutte le angustie, le strettoie della vita, in tutte le oscurità, le tragedie personali e altrui, le sofferenze dell'umanità che ci circonda. Sono Lui, perché Egli le ha fatte sue ... basterà fare qualcosa di concreto per alleviare le “Sue” sofferenze nei poveri ... per trovare una nuova pienezza di vita».  
Il mistero della morte e risurrezione di Gesù è un’occasione per riaccendere la nostra fede nell’amore di Dio che ci permette di trasformare il dolore in amore. Facciamo diventare, quindi, ogni distacco, separazione, fallimento, e la stessa morte, sorgente di luce e pace.
Sicuri della vicinanza di Dio a ciascuno di noi, in qualsiasi situazione, ripetiamo con fiducia la preghiera dei discepoli di Emmaus: “Resta con noi, perché si fa sera”.

Luisaboaretto2013

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parola di vita

Messaggio  don.battista il Gio 20 Apr - 23:07

[quote="Luisaboaretto2013"]“Resta con noi, perché si fa sera” (Lc 24,29).

Pensavo, leggendo la parola che ci è proposta per questo mese di aprile, a quando, lungo il cammino della vita io stessa ho fatto quell’incontro speciale con la persona attraverso la quale Gesù si è fatto riconoscere.
Molte volte in realtà ho avuto questo dono! Gesù si è presentato a me e si è fatto riconoscere nei vari volti delle persone che strada facendo ho incontrato e che mi hanno aiutato a riaccendere la speranza nel cuore facendomi cogliere il vero significato di alcuni particolari avvenimenti.
Quando abbiamo la consapevolezza di camminare con Lui accanto la nostra vita cambia, si illumina e ci fa esclamare: “Resta con noi, perché si fa sera”. Perché Gesù condivide tutto con noi e fa gesti che ci permettono di riconoscerlo. Perché Lui, il Crocifisso, che era morto, ora è Risorto! Perché è sempre Lui che a mensa benedice il pane e lo condivide con noi.
Ed è con Lui che possiamo superare il senso di impotenza che ci coglie di fronte alle ingiustizie che colpiscono persone innocenti, dolori, incertezze, oscurità e trasformarli in pace, speranza, luce, per noi e per gli altri.
«Gesù, l’Uomo-Dio, per essere sicuro di raggiungere ognuno di noi nel profondo della propria situazione, ha accettato liberamente di sperimentare come noi il tunnel del dolore. Il dolore fisico, ma anche quello interiore: dal tradimento da parte dei suoi amici fino alla sensazione di essere abbandonato  da quel Dio che aveva sempre chiamato Padre. Per la sua fiducia incrollabile nell’amore di Dio, ha superato quell’immenso dolore riaffidandosi a Lui  e da Lui ha ricevuto nuova vita».
Gesù vuole accompagnarci:
«... Egli è presente in tutto ciò che ha sapore di dolore... Proviamo a riconoscere Gesù in tutte le angustie, le strettoie della vita, in tutte le oscurità, le tragedie personali e altrui, le sofferenze dell'umanità che ci circonda. Sono Lui, perché Egli le ha fatte sue ... basterà fare qualcosa di concreto per alleviare le “Sue” sofferenze nei poveri ... per trovare una nuova pienezza di vita».  
Il mistero della morte e risurrezione di Gesù è un’occasione per riaccendere la nostra fede nell’amore di Dio che ci permette di trasformare il dolore in amore. Facciamo diventare, quindi, ogni distacco, separazione, fallimento, e la stessa morte, sorgente di luce e pace.
[b]Sicuri della vicinanza di Dio a ciascuno di noi, in qualsiasi situazione, ripetiamo con fiducia la preghiera dei discepoli di Emmaus: “Resta con noi, perché si fa sera”.
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