Una donna tra la gente comune

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Messaggio  federico.meneghello il Mer 14 Feb - 8:08

Una donna tra la gente comune
Ho letto, l’anno scorso, due testi su Madeleine Delbrêl, “La gioia di credere” e “Il Cristo della porta accanto”. Mi è tornato l’interesse per questa figura di donna laica, assistente sociale, poetessa e mistica cristiana francese, perché è stata dichiarata recentemente “venerabile”, prima tappa verso la beatificazione. In effetti avevo cercato notizie su di lei, partendo da una sua frase che mi aveva incuriosita: “Se percorrerai terre e mari e scavalcherai colline e monti, troverai tracce del divino, se scendi nel profondo del tuo cuore, vi troverai Dio stesso”.
Madeleine Delbrêl (1904 – 1964) che ha una notorietà europea, si converte al cristianesimo a 20 anni, dopo l’entrata in un ordine religioso di un amico: essa “considera Dio come possibile” e nella chiesa di Saint-Dominique di Parigi, fa l’esperienza di sentirsi “éblouie par Dieu”, abbagliata da Dio. Va ad abitare, con qualche amica, nella periferia operaia di Parigi, a Ivry-sur-Seine, l’unica municipalità comunista in Francia nel 1933. Ci rimane 30 anni, lavorando come assistente sociale, avendo contatti con il movimento dei preti operai, e ancorando la sua fede nella Chiesa. Si confronta con l’ateismo marxista, senza cessare d’annunciare il Vangelo. È fondatrice di una comunità di giovani donne che prende il nome di “la Charité”, “la Carità” dove si tratta “di essere Cristo” e non “di lavorare per il Cristo”, perché è nel contatto con le persone comuni che si può trovare Cristo e “vivere un rapporto vivo e forte con Dio anche nei momenti più ordinari della vita quotidiana”. È il “Dio dappertutto” di Madeleine, che si è adoperata per azioni in vista di fare evolvere le politiche sociali.
Di lei è stato detto che “questa ammiratrice di Charles de Foucault, presagiva già, nel suo tempo, il deserto spirituale nel cuore delle città industriali e il materialismo che andava diffondendosi. Ciò che scrive sulla solitudine del cristiano nel mondo, è molto bello”.
Madeleine ha spesso ricordato che l’importanza per la sua vita apostolica e la comprensione dello scopo della sua missione, è nell’ incontro, il 4 agosto 1953, a Castelgandolfo, con Pio XII.
La causa di beatificazione è stata presentata a Roma nel 1990, e riconosce a Madeleine Delbrêl aver vissuto virtù umane e cristiane in modo eroico, secondo il Vangelo.
È un invito a vivere accorti e vigili per vedere in noi e la nostra quotidianità con occhi amorevoli. È la Grazia? La Provvidenza?... Ci capita che un piccolo desiderio si realizza o un incontro, anche inaspettato, ci dona benessere, o troviamo una cosa che ci porta gioia o una nuova intuizione che ci fa progredire ed avanzare nel nostro cammino, nelle nostre relazioni, nei nostri legami; abbiamo un ritaglio di tempo per una passeggiata, un contatto con la natura…Dio si può trovare anche nell’insalata, in piccoli gesti semplici che Madeleine, vicina a Maria, conosceva bene, perché l’ordinario dei giorni può essere straordinario, e noi siamo creature meravigliose se siamo capaci di accoglierci e vederci come Gesù in noi ci ama…
Gennaio 2018 Susanna Zancanaro
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Messaggio  don.battista il Gio 22 Feb - 23:34

[quote="federico.meneghello"]Una donna tra la gente comune
Ho letto, l’anno scorso, due testi su Madeleine Delbrêl, “La gioia di credere” e “Il Cristo della porta accanto”. Mi è tornato l’interesse per questa figura di donna laica, assistente sociale, poetessa e mistica cristiana francese, perché è stata dichiarata recentemente “venerabile”, prima tappa verso la beatificazione. In effetti avevo cercato notizie su di lei, partendo da una sua frase che mi aveva incuriosita: “Se percorrerai terre e mari e scavalcherai colline e monti, troverai tracce del divino, se scendi nel profondo del tuo cuore, vi troverai Dio stesso”.
Madeleine Delbrêl (1904 – 1964) che ha una notorietà europea, si converte al cristianesimo a 20 anni, dopo l’entrata in un ordine religioso di un amico: essa “considera Dio come possibile” e nella chiesa di Saint-Dominique di Parigi, fa l’esperienza di sentirsi “éblouie par Dieu”, abbagliata da Dio. Va ad abitare, con qualche amica, nella periferia operaia di Parigi, a Ivry-sur-Seine, l’unica municipalità comunista in Francia nel 1933. Ci rimane 30 anni, lavorando come assistente sociale, avendo contatti con il movimento dei preti operai, e ancorando la sua fede nella Chiesa. Si confronta con l’ateismo marxista, senza cessare d’annunciare il Vangelo. È fondatrice di una comunità di giovani donne che prende il nome di “la Charité”, “la Carità” dove si tratta “di essere Cristo” e non “di lavorare per il Cristo”, perché è nel contatto con le persone comuni che si può trovare Cristo e “vivere un rapporto vivo e forte con Dio anche nei momenti più ordinari della vita quotidiana”. È il “Dio dappertutto” di Madeleine, che si è adoperata per azioni in vista di fare evolvere le politiche sociali.
Di lei è stato detto che “questa ammiratrice di Charles de Foucault, presagiva già, nel suo tempo, il deserto spirituale nel cuore delle città industriali e il materialismo che andava diffondendosi. Ciò che scrive sulla solitudine del cristiano nel mondo, è molto bello”.
Madeleine ha spesso ricordato che l’importanza per la sua vita apostolica e la comprensione dello scopo della sua missione, è nell’ incontro, il 4 agosto 1953, a Castelgandolfo, con Pio XII.
La causa di beatificazione è stata presentata a Roma nel 1990, e riconosce a Madeleine Delbrêl aver vissuto virtù umane e cristiane in modo eroico, secondo il Vangelo.
È un invito a vivere accorti e vigili per vedere in noi e la nostra quotidianità con occhi amorevoli. È la Grazia? La Provvidenza?... Ci capita che un piccolo desiderio si realizza o un incontro, anche inaspettato, ci dona benessere, o troviamo una cosa che ci porta gioia o una nuova intuizione che ci fa progredire ed avanzare nel nostro cammino, nelle nostre relazioni, nei nostri legami; abbiamo un ritaglio di tempo per una passeggiata, un contatto con la natura…Dio si può trovare anche nell’insalata, in piccoli gesti semplici che Madeleine, vicina a Maria, conosceva bene, perché l’ordinario dei giorni può essere straordinario, e noi siamo creature meravigliose se siamo capaci di accoglierci e vederci come Gesù in noi ci ama…
Gennaio 2018 Susanna Zancanaro
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