DON LUIGI CIOTTI

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DON LUIGI CIOTTI

Messaggio  federico.meneghello il Lun 12 Mar - 18:28

“Per me incontrare don Luigi è sempre un grande cosa, ascoltarlo mi aiuta a chiarire le ragioni di un impegno, parlare con lui rimotiva e riscalda il cuore, mi conferma nella passione per la giustizia.” Così si esprime Lucia, una giovane studentessa, una delle tante persone, specialmente giovani, che gremiscono le sale e riempiono i teatri quando don Ciotti è invitato in qualche località. In questi ultimi anni don Luigi Ciotti è conosciuto soprattutto per il suo appassionato impegno con LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, un presa di posizione chiara, la sua, a favore della dignità di ogni persona, del rispetto di tutti particolarmente per chi nella vita fa più fatica perché segnato da fragilità o errori. La vibrante passione e l’ostinato impegno di questo prete, che ormai sia avvicina ai 73 anni, nascono da lontano. Già nel 1965 Luigi Ciotti, a soli vent’anni, insieme ad alcuni amici fonda a Torino il gruppo “Gioventù impegnata”, per dare una mano a chi vive situazioni di disagio ed emarginazione, esperienza che in seguito prenderà il nome di “Gruppo Abele”. Per chi ha frequentato i temi della marginalità, dell’inclusione, per chi ha lavorato o ha voluto formarsi in qualche competenza riguardo a tali ambiti, non può che guardare con ammirazione e gratitudine a questa associazione che ha segnato, con le proprie intuizioni e le proprie scelte di campo, un solco importante nella direzione di una società più equa e solidale. Nell’accompagnare e accogliere le persone in difficoltà, don Ciotti e i suoi ragazzi hanno coniugato sempre un intreccio originale tra impegno, azione educativa, dimensione sociale, politica e proposta culturale: una visione a 360 gradi che corrisponde ad una concezione chiara, tutti sono parte della realtà e tutti possono/devono essere parte (e quindi fare la propria parte) per costruire un tessuto sociale più umano e quindi inclusivo. Nel 1971, da questo lavoro in equipe nasce il mensile Animazione Sociale per educatori e assistenti sociali, psicologi e insegnanti, formatori e animatori, per anni sarà punto di riferimento e di confronto alle migliaia di persone impegnate nel sociale.
Terminati gli studi presso il seminario di Torino, Ciotti nel 1972 viene ordinato prete dal Vescovo di Torino, Michele Pellegrino che con profonda intuizione gli viene affida come parrocchia "la strada". Ed è proprio sulla strada che in quegli anni don Luigi affronta l’irruzione improvvisa e diffusa della droga: apre un centro di accoglienza e ascolto e, nel 1974, la prima comunità. Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all’entrata in vigore, nel 1975, della legge n. 685 sulle tossicodipendenze.
Da allora, la sua opera sul terreno della prevenzione e del recupero rispetto alle tossicodipendenze e dell’alcolismo non si è mai interrotta. È invitato in vari Paesi (Gran Bretagna, USA, Giappone, Svizzera, Spagna, Grecia, ex Jugoslavia, Messico) per tenere relazioni e condurre seminari sul tema ed è chiamato per audizioni presso il Parlamento europeo. Nei primi anni Ottanta segue un progetto promosso dall’Unione internazionale per l’infanzia in Vietnam. Sempre sul piano internazionale, promuove programmi di cooperazione sul disagio giovanile e per gli ex detenuti in alcuni Paesi in via di sviluppo.
Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni: al coordinamento, oggi, aderiscono oltre 200 gruppi, comunità e associazioni.
Nel 1993 Esce il primo numero di Narcomafie, mensile sulla criminalità organizzata e nel 1995 il Gruppo Abele dall’intuizione di don Luigi, assieme a tante altre associazioni, da vita a LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Parlo con don Luigi durante uno dei suoi innumerevoli spostamenti per l’Italia. In questi giorni il suo tempo è quasi totalmente assorbito dalla preparazione della XXIII Giornata della Memoria e dell'Impegno che il 21 marzo quest’anno si celebra a Foggia.



A pochi giorni dalle elezioni non manca una battuta sulla politica.
Don Luigi tanti anni a lavorare sulle strade di questo nostro paese, per te cos’è la politica?
Ciotti: “La politica è essenzialmente servizio alla comunità, è prima di tutto prendersi cura delle persone più fragili, di chi sta al margine, di chi non ha lavoro, di chi non ha futuro futuro.
La politica se non fa questo tradisce la sua essenza: non è politica.
Un profilo alto quello della politica che tu hai in mente…
Ciotti: “Beh, scusami sai… la politica non può essere niente di meno: è partire dai bisogni e dalle speranze delle persone, partire dalla loro vita concreta. La politica nasce per governare la città, per garantire la giustizia sociale e la pacifica convivenza. Politica è ETICA della COMUNITA’, servizio per il Bene Comune. Da troppo tempo, senza generalizzare, assistiamo ad un divorzio tra politica ed etica.”
Con Libera stai lavorando a pieno ritmo per la Giornata della Memoria e dell’Impegno (quest’anno a Foggia) che sfida rappresentano le mafie per la politica?
Ciotti: “Le mafie godono dell'ignoranza e dell'omertà, due realtà che uccidono la verità e la speranza. Le mafie sono forti in una società fragile e culturalmente depressa. La politica è chiamata per il suo ruolo a far crescere informazione, formazione e cultura a tutti i livelli. Papa Francesco ha detto bene: 'Sfiducia, apatia e rassegnazione sono demoni che paralizzano l'anima e la coscienza del popolo.” Dobbiamo risvegliare le coscienze, la politica deve risvegliare le coscienze".
A proposito di papa Francesco cosa pensi delle sue scelte, a volte criticate anche dentro la stessa Chiesa…
Ciotti: “Ma Papa Francesco è un grande! Quello di Papa Francesco è un progetto di rinnovamento che, su un piano di forte concretezza, è al tempo stesso spirituale, dottrinale e, in senso lato, politico. C’è chi ha parlato di ‘rivoluzione’. Ma la parola si presta a facili equivoci e banalizzazioni di vario genere, meglio dunque parlare di ‘riconversione’: il senso profondo delle parole, dei segni e dei gesti di Francesco è quello di un ritorno al Vangelo, inteso e soprattutto vissuto in tutta la sua radicalità”
Qual è secondo te il perno di questo ritorno al Vangelo?
Ciotti: “A mio avviso credo sia l’attenzione e la cura dei poveri. Hai presente quel passo dell’Evangelii Gaudium? Lì il Papa sottolinea che i poveri sono i nostri maestri e che l’attenzione della Chiesa nei loro riguardi è una categoria teologica, cioè la radice, l’essenza, la sostanza stessa della fede cristiana, ecco per me questo è davvero un punto da cui ripartire, per tutti!”.
Come ti ho detto all’inizio queste righe sono per i lettori di Respice Stella, il periodo del nostro Santuario dedicato a Maria madonna delle Grazie, mi piacerebbe ci lasciassi un tuo pensiero su Maria…
Ciotti: “Ah, Maria… Guarda a me ha sempre colpito la sua capacità di uscire da se stessa per dire Sì, non solo a Dio. Ma quel Sì lo ha anche detto a tutte le persone e a tutte le generazioni. Ha creduto nell’impossibile, non ha perduto il coraggio, mai. Per me questa è la grandezza di Maria.
E ci penso, non è stata facile quella nascita. Eppure quella nascita è diventata il Natale di tutti.
E poi Maria, ai piedi della Croce testimonia ancora di più la virtù del coraggio.
Il suo silenzio di fronte al dramma che si compie… il suo affidarsi a Dio sempre, nell’ora dell’Annunciazione come in quella tragica del Sabato santo.
Un sì quello di Maria, deciso e pieno alla vita, un sì deciso e pieno ai piedi della croce: questa grande testimonianza che graffia le nostre coscienze, diventi per tutti noi responsabilità e impegno.”
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don luigi Ciotti

Messaggio  don.battista il Mer 14 Mar - 10:58

federico.meneghello ha scritto:“Per me incontrare don Luigi è sempre una grande cosa, ascoltarlo mi aiuta a chiarire le ragioni di un impegno, parlare con lui rimotiva e riscalda il cuore, mi conferma nella passione per la giustizia.” Così si esprime Lucia, una giovane studentessa, una delle tante persone, specialmente giovani, che gremiscono le sale e riempiono i teatri quando don Ciotti è invitato in qualche località. In questi ultimi anni don Luigi Ciotti è conosciuto soprattutto per il suo appassionato impegno con LIBERA, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, una presa di posizione chiara, la sua, a favore della dignità di ogni persona, del rispetto di tutti particolarmente per chi nella vita fa più fatica perché segnato da fragilità o errori. La vibrante passione e l’ostinato impegno di questo prete, che ormai si avvicina ai 73 anni, nascono da lontano. Già nel 1965 Luigi Ciotti, a soli vent’anni, insieme ad alcuni amici fonda a Torino il gruppo “Gioventù impegnata”, per dare una mano a chi vive situazioni di disagio ed emarginazione, esperienza che in seguito  prenderà il nome di “Gruppo Abele”. Per chi ha frequentato i temi della marginalità, dell’inclusione, per chi ha lavorato o ha voluto formarsi in qualche competenza riguardo a tali ambiti, non può che guardare con ammirazione e gratitudine a questa associazione che ha segnato, con le proprie intuizioni e le proprie scelte di campo, un solco importante nella direzione di una società più equa e solidale.  Nell’accompagnare e accogliere le persone in difficoltà, don Ciotti e i suoi ragazzi hanno coniugato sempre un intreccio originale tra impegno, azione educativa, dimensione sociale, politica e proposta culturale: una visione a 360 gradi che corrisponde ad una concezione chiara: tutti sono parte della realtà e tutti possono/devono essere parte (e quindi fare la propria parte) per costruire un tessuto sociale più umano e quindi inclusivo. Nel 1971, da questo lavoro in equipe nasce il mensile Animazione Sociale per educatori e assistenti sociali, psicologi e insegnanti, formatori e animatori, per anni sarà punto di riferimento e di confronto alle migliaia di persone impegnate nel sociale.
Terminati gli studi presso il seminario di Torino, Ciotti nel 1972 viene ordinato prete dal Vescovo di Torino, Michele Pellegrino che con profonda intuizione gli affida come parrocchia "la strada".  Ed è proprio sulla strada che in quegli anni don Luigi affronta l’irruzione improvvisa e diffusa della droga: apre un centro di accoglienza e ascolto e, nel 1974, la prima comunità. Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all’entrata in vigore, nel 1975, della legge n. 685 sulle tossicodipendenze.
Da allora, la sua opera sul terreno della prevenzione e del ricupero rispetto alle tossicodipendenze e dell’alcolismo non si è mai interrotta. È invitato in vari Paesi (Gran Bretagna, USA, Giappone, Svizzera, Spagna, Grecia, ex Jugoslavia, Messico) per tenere relazioni e condurre seminari sul tema ed è chiamato per audizioni presso il Parlamento europeo. Nei primi anni Ottanta segue un progetto promosso dall’Unione internazionale per l’infanzia in Vietnam. Sempre sul piano internazionale, promuove programmi di cooperazione sul disagio giovanile e per gli ex detenuti in alcuni Paesi in via di sviluppo.
Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni: al coordinamento, oggi, aderiscono oltre 200 gruppi, comunità e associazioni.
Nel 1993 Esce il primo numero di Narcomafie, mensile sulla criminalità organizzata e nel 1995 il Gruppo Abele dall’intuizione di don Luigi, assieme a tante altre associazioni, dà vita a LIBERA – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Parlo con don Luigi durante uno dei suoi innumerevoli spostamenti per l’Italia.  In questi giorni il suo tempo è quasi totalmente assorbito dalla preparazione della XXIII Giornata della Memoria e dell'Impegno che il 21 marzo quest’anno si celebra a Foggia.



A pochi giorni dalle elezioni non manca una battuta sulla politica.
Don Luigi tanti anni a lavorare sulle strade di questo nostro paese, per te cos’è la politica?
Ciotti: “La politica è essenzialmente servizio alla comunità, è prima di tutto prendersi cura delle persone più fragili, di chi sta al margine, di chi non ha lavoro, di chi non ha futuro.
La politica se non fa questo tradisce la sua essenza: non è politica.
Un profilo alto quello della politica che tu hai in mente…
Ciotti: “Beh, scusami sai… la politica  non può essere niente di meno: è partire dai bisogni e dalle speranze delle persone, partire dalla loro vita concreta. La politica nasce per governare la città, per garantire la giustizia sociale e  la pacifica convivenza. Politica è ETICA della COMUNITA’, servizio per il Bene Comune. Da troppo tempo, senza generalizzare, assistiamo ad un divorzio tra politica ed etica.”
Con Libera stai lavorando a pieno ritmo per la Giornata della Memoria e dell’Impegno (quest’anno a Foggia); che sfida rappresentano le mafie per la politica?
Ciotti: “Le mafie godono dell'ignoranza e dell'omertà, due realtà che uccidono la verità e la speranza. Le mafie sono forti in una società fragile e culturalmente depressa. La politica è chiamata per il suo ruolo a far crescere informazione, formazione e cultura a tutti i livelli. Papa Francesco ha detto bene: 'Sfiducia, apatia e rassegnazione sono demoni che paralizzano l'anima e la coscienza del popolo.” Dobbiamo risvegliare le coscienze, la politica deve risvegliare le coscienze".
A proposito di papa Francesco cosa pensi delle sue scelte, a volte criticate anche dentro la stessa Chiesa…
Ciotti: “Ma! Papa Francesco è un grande! Quello di Papa Francesco è un progetto di rinnovamento che, su un piano di forte concretezza, è al tempo stesso spirituale, dottrinale e, in senso lato, politico. C’è chi ha parlato di ‘rivoluzione’. Ma la parola si presta a facili equivoci e banalizzazioni di vario genere, meglio dunque parlare di ‘riconversione’: il senso profondo delle parole, dei segni e dei gesti di Francesco è quello di un ritorno al Vangelo, inteso e soprattutto vissuto in tutta la sua radicalità”
Qual è secondo te il perno di questo ritorno al Vangelo?
Ciotti: “A mio avviso credo sia l’attenzione e la cura dei poveri. Hai presente quel passo dell’Evangelii Gaudium? Lì il Papa sottolinea che i poveri sono i nostri maestri e che  l’attenzione della Chiesa nei loro riguardi è una categoria teologica, cioè la radice, l’essenza, la sostanza stessa della fede cristiana, ecco per me questo è davvero un punto da cui ripartire, per tutti!”.
Come ti ho detto all’inizio, queste righe sono per i lettori di Respice Stellam, il periodico del nostro Santuario dedicato a Maria Madonna delle Grazie; mi piacerebbe ci lasciassi un tuo pensiero su Maria…
Ciotti: “Ah, Maria… Guarda! a me ha sempre colpito la sua capacità di uscire da se stessa per dire Sì, non solo a Dio. Ma quel Sì lo  ha anche detto a tutte le persone e a tutte le generazioni. Ha creduto nell’impossibile, non ha perduto il coraggio, mai. Per me questa è la grandezza di Maria.
E ci penso, non è stata facile quella nascita. Eppure quella nascita è diventata il Natale di tutti.
E poi Maria, ai piedi della Croce testimonia ancora di più la virtù del coraggio.
Il suo silenzio di fronte al dramma che si compie… il suo affidarsi a Dio sempre, nell’ora dell’Annunciazione come in quella tragica del Sabato santo.
Un sì quello di Maria, deciso e pieno, alla vita, un sì deciso e pieno ai piedi della croce: questa grande testimonianza che graffia le nostre coscienze, diventi per tutti noi responsabilità e impegno.”
------------------------------------------------------------------corretto. Ok don Battista

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