L’ALTARE DI MARIA E LA DEVOZIONE DEI PELLEGRINI

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L’ALTARE DI MARIA E LA DEVOZIONE DEI PELLEGRINI

Messaggio  federico.meneghello il Mar 15 Mag - 7:30


Quando si oltrepassa la soglia del Santuario della Madonna delle Grazie e si entra in chiesa, si rimane affascinati dalla bellezza dell’altare a Lei dedicato.
L'altare, sotto una volta riccamente decorata con stucchi che raffigurano putti alati e motivi vegetali, è l'oggetto più sacro del tempio. Questo è il centro da cui tutto si sprigiona e verso cui tutto converge, è il punto più santo del Santuario, perché lo si riverisce, lo si bacia e lo si incensa; è la tavola, la pietra del sacrificio, quel sacrificio che costituisce, per l’umanità, il solo mezzo per prendere contatto con Dio. Per la sua posizione centrale è paragonabile al cuore dell'uomo: ed è ai piedi di questo altare-cuore che il pellegrino prega Maria, quale mediatrice, tra Dio e l’uomo.
Nell’abside dietro l’altare di Maria, i numerosi cuori donati, per grazia ricevuta sono la testimonianza che Madonna è stata vicina ai fedeli nei loro momenti più difficili.
L’altare è elevato e dominante, se non si elevasse perderebbe la sua natura più vera. …. l’altare è immagine del monte santo, “il santo monte Sion, dove hai preso dimora”( Salmo 73), è l’immagine della Gerusalemme celeste, posta su di un “monte grande e alto” (Ap.21,10)
Il paliotto presenta decorazioni in marmo policromo con al centro una immagine, in marmo intarsiato, di Maria che tiene in braccio il Figlio. Particolare importantissimo sopra l’altare è il tabernacolo in bronzo argentato, infatti niente può conferire maggior dignità ed identità all’altare come il Santissimo Sacramento, ovvero la presenza viva e personale di Colui che è realmente presente. Si viene così a creare l’asse terra-cielo, il luogo in cui il mondo celeste entra in contatto con il mondo terrestre.
La costruzione di tutto il Santuario, ruota nella sacra immagine di Maria.
La parete di fondo della navata è un capolavoro dello scultore Amleto Sartori, creato per l’evento straordinario dell'incoronazione di Maria Regina della Saccisica nel giugno 1947. Emergono, per la loro eleganza due colonne corinzie che sorreggono un timpano ad arco spezzato; al centro della pala di marmo bianco di Carrara c’è il quadro della Madonna; ai lati due gruppi di angeli di impronta donatelliana pensati per amalgamarsi allo stile quattrocentesco del dipinto, mentre altri due angeli sorreggono la corona posata sul capo di Maria (opera realizzata dalla scuola superiore d’arte sacra Beato Angelico di Milano 1947) dono dei piovesi, in segno di riconoscenza per le grazie ricevute, di tanti devoti che si sono affidati a Lei”.

La sacra immagine è attribuita a Giovanni Bellini detto Giambellino, datata intorno al 1478, sicuramente commissionata dalla ricca e potente famiglia piovese Sanguinazzi, che, per un insolito fatto miracoloso, venne donata, dagli stessi fratelli Sanguinazzi, insieme a circa quindici campi di terreno intorno al piccolo convento francescano, perché fosse custodita e venerata.
L’immagine raffigura in primo piano la Beata Vergine Maria che si presenta su una balconata con il Bambino in piedi in atto benedicente verso lo spettatore. Gli ampi panneggi del manto verde-azzurro di Maria, contrastano piacevolmente con la veste rosso rubino, dilatano il volume del suo corpo, secondo schemi quattrocenteschi. Il Suo giovane volto materno, pallido assorto senza sorriso, come disse il poeta piovese Diego Valeri, è leggermente inclinato verso il Figlio. Maria lo abbraccia dolcemente con il braccio destro, tenendo la mano sinistra sul Bambino in atteggiamento di protezione. Alle spalle della Vergine vediamo un paesaggio di ampio respiro di campi e colline. Non è da escludere che l’interesse del Bellini per l'aspetto documentaristico dell’ambiente, il paesaggio autoctono ne abbia ispirato l’opera: il ruscello rappresenta il Fiumicello che scorre accanto al Santuario e le colline sono i colli Euganei, che ancora oggi, nelle limpide giornate vediamo in lontananza, mentre sulla sinistra è simbolicamente rappresentato il castello dei Sanguinazzi. Il cielo appare nuvoloso con squarci di luce, in una armonia di colori caratteristica di Giovanni Bellini.L’altare e la navata dedicati a Maria, sono concepiti come luogo intimo adatto al raccoglimento e alla silenziosa preghiera dei pellegrini che ogni giorno vengono in questo sacro luogo a pregare la Madonna delle Grazie.
Il Vescovo di Padova Pietro Barrozzi (1441-1507) nella sua prima visita pastorale consacrò la chiesa. In questi 534 anni quanti pellegrini si sono inginocchiati davanti la Sacra Immagine di Maria, davanti a questo altare. Innanzitutto per la festa del Voto che si ripete incessantemente dal 1631, i pellegrini non si contano, tale è il suo numero, migliaia forse milioni; si ricorda ancora a memoria d’uomo, la grande partecipazione di fedeli nel giorno dell’Incoronazione di Maria Regina della Saccisica, il 1°giugno 1947, più recentemente, la grande folla venuta al corteo presieduto dal Cardinale Marco Cè, Patriarca di Venezia in occasione del cinquecentesimo della fondazione del Santuario nel 1984.
Davanti all'immagine di Maria ha sostato in preghiera nel 1851, ospite di un amico di Piove, il giovane Chierico Giuseppe Sarto, futuro Papa, San Pio X, alla Madonna delle Grazie chiese il dono di un sacerdozio santo e ricco di bene.
A conclusione del restauro del quadro di Maria nel 1943 presso l’Ufficio centrale di Restauro di Roma, centotrenta piovesi giunti a Roma per riportare a “casa” il dipinto presentarono il quadro al papa Pio XII davanti al quale si raccolse in preghiera e lo benedisse.
Agli inizi del novecento visitò il Santuario il vescovo di Bergamo Giacomo Radini Tedeschi, con il suo segretario Angelo Roncalli, diventato papa Giovanni XXIII. Per il vescovo di Padova, Girolamo Bortignon, il Santuario di “campagna” era una mèta preferita e molte volte è venuto in incognito a pregare davanti al suo altare.
Il vescovo Francesco Filippi, il Monsignore Roberto Carniello, diventato poi Vescovo, il Cardinale Ersilio Tonini, il Vescovo Antonio Mattiazzo, hanno trovato il momento per venire al Santuario per presiedere alla solenne processione del Voto del 6 maggio e sostare in preghiera.
Davanti all’altare della Madonna delle Grazie, sono nate sante vocazioni missionarie, sacerdotali e religiose. I giovani piovesi consacrati, prima di partire per il loro mandato, conferitogli dal vescovo, sono venuti in preghiera davanti all’altare di Maria per affidarsi a Lei; hanno celebrato la Santa Messa e se hanno occasione vi ritornano con grande gioia.
Ogni giorno, pur nella diffusa crisi della fede e della pratica della vita spirituale, la preghiera non conosce interruzioni, rimane fervida profonda e spontanea, cosichè in ogni momento della giornata il Santuario è mèta di pellegrini devoti alla Madonna. Nell’assordante silenzio del Santuario, dove per qualche minuto sembra che il tempo si fermi, i devoti si inginocchiano per chiedere la Sua protezione, perché la Madonna raccoglie i figli sotto il suo manto, rivestendoli di grazie e di cure. Tutte le generazioni che si susseguono trovano nella antichissima preghiera mariana «Sotto il tuo manto misericordioso noi tutti ci rifugiamo, Santa Madre di Dio» la Sua promessa certa di protezione e di misericordia.
Bibliografia
Jean Hani, Il simbolismo del tempio cristiano Edizioni Arkeios, Roma 1996
Mariolina Olivari, Giovanni Bellini, Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007.
Alunni scuola Media Regina Margherita Sanavia Luciano Tessere di mosaico Tiozzo Tipografia 2004
Paolo Tieto, Il Santuario di Santa Maria delle Grazie in Piove di Sacco, Editoriale Programma 1992
Difesa del Popolo Inserto del 14 novembre 2010



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Messaggio  don.battista il Gio 17 Mag - 16:22

federico.meneghello ha scritto:
Quando si oltrepassa la soglia del Santuario della Madonna delle Grazie e si entra in  chiesa, si rimane affascinati  dalla bellezza dell’altare a Lei dedicato.
La volta dell'altare è riccamente decorata con stucchi che raffigurano putti alati e motivi vegetali. Questo è il centro da cui tutto si sprigiona e verso cui tutto converge, è il punto più santo del Santuario, perché lo si riverisce, lo si bacia e lo si incensa; è la tavola, la pietra del sacrificio, quel sacrificio che costituisce, per l’umanità, il solo mezzo per prendere contatto con Dio. Per la sua posizione centrale è paragonabile al cuore dell'uomo: ed è ai piedi di questo altare-cuore che il pellegrino prega Maria, quale mediatrice, tra Dio e l’uomo.
Nell’abside dietro l’altare di Maria, i numerosi cuori donati per grazia ricevuta sono la testimonianza che la Madonna è stata vicina ai fedeli nei loro momenti più difficili.
L’altare è  elevato e dominante, se non si elevasse perderebbe la sua natura più vera. ….  l’altare è immagine del monte santo, “il santo monte Sion, dove hai preso dimora”( Salmo 73), è l’immagine della Gerusalemme celeste, posta su di un “monte grande e alto” (Ap.21,10)
Il paliotto presenta decorazioni in marmo policromo con al centro una immagine, in marmo intarsiato, di Maria che tiene in braccio il Figlio.  Particolare importantissimo sopra l’altare è il tabernacolo in bronzo argentato, infatti niente può conferire maggior dignità ed identità all’altare come il Santissimo Sacramento, ovvero la presenza viva e personale di Colui che è realmente presente. Si viene così a creare l’asse terra-cielo, il luogo in cui il mondo celeste entra in contatto con il mondo terrestre.
La costruzione di tutto il Santuario ruota intorno alla sacra immagine di Maria.
La pala dell'altare è un capolavoro  dello scultore Amleto Sartori, creato per l’evento straordinario dell' incoronazione di Maria Regina della Saccisica nel giugno 1947. A fianco della pala emergono, per la loro eleganza due colonne corinzie che sorreggono un timpano ad arco spezzato. Al centro della pala di marmo bianco di Carrara c’è il quadro della Madonna; ai lati due gruppi di angeli di impronta donatelliana pensati per amalgamarsi allo stile quattrocentesco del dipinto, mentre altri due angeli sorreggono la corona posata sul capo di Maria (opera realizzata dalla scuola superiore d’arte sacra Beato Angelico di Milano 1947) dono dei piovesi, in segno di riconoscenza per le grazie ricevute, di tanti devoti che si sono affidati a Lei.

La sacra immagine è attribuita a Giovanni Bellini detto Giambellino, datata intorno al 1478,  sicuramente commissionata dalla ricca e potente famiglia piovese Sanguinazzi, che,  per un insolito fatto miracoloso, venne donata, dagli stessi fratelli Sanguinazzi, insieme a circa quindici campi di terreno intorno al piccolo convento francescano, perché fosse custodita e venerata.  
L’immagine raffigura in primo piano la Beata Vergine Maria che si presenta su una balconata  con il Bambino in piedi  in atto benedicente verso lo spettatore. Gli ampi panneggi del manto verde-azzurro di Maria, che contrastano piacevolmente con la veste rosso rubino, dilatano il volume del suo corpo, secondo schemi quattrocenteschi.  Il Suo giovane volto materno, pallido assorto senza sorriso, come disse il poeta piovese Diego Valeri, è leggermente inclinato verso il Figlio. Maria lo  abbraccia dolcemente con il braccio destro, tenendo la mano sinistra sul Bambino in atteggiamento di  protezione. Alle spalle della Vergine vediamo un paesaggio di ampio respiro di campi e colline. Non è da escludere che nell’interesse del Bellini per l'aspetto documentaristico dell’ambiente il paesaggio autoctono ne  abbia ispirato l’opera: il ruscello rappresenta il Fiumicello che scorre accanto al Santuario e le colline sono i colli Euganei, che ancora oggi, nelle limpide giornate  vediamo in lontananza,  mentre sulla sinistra è simbolicamente rappresentato il castello dei Sanguinazzi. Il cielo appare nuvoloso con squarci di luce, in una armonia di colori caratteristica di Giovanni Bellini.L’altare e la navata dedicati a Maria sono concepiti come luogo intimo adatto al raccoglimento e alla silenziosa preghiera dei pellegrini che ogni giorno vengono in questo sacro luogo a pregare la Madonna delle Grazie.
Il Vescovo di Padova Pietro Barrozzi (1441-1507) nella sua prima visita pastorale consacrò la chiesa. In questi 534 anni quanti pellegrini si sono inginocchiati davanti la Sacra Immagine di Maria, davanti a questo altare. Innanzitutto per la festa del Voto che si ripete incessantemente dal 1631, i pellegrini non si contano, tale è il suo numero, migliaia forse milioni; si ricorda ancora a memoria d’uomo,  la grande partecipazione di fedeli nel giorno dell’Incoronazione di Maria Regina della Saccisica, il 1°giugno 1947, più recentemente, la grande folla venuta al corteo presieduto dal Cardinale Marco Cè, Patriarca di Venezia in occasione del cinquecentesimo  della fondazione del Santuario nel 1984.
Davanti all'immagine di Maria ha  sostato in preghiera nel 1851, ospite di un amico di Piove, il giovane Chierico Giuseppe Sarto,  futuro Papa, San Pio X,  alla Madonna delle Grazie chiese il dono di un sacerdozio santo e ricco di bene.
A conclusione del restauro del quadro di Maria nel 1943 presso l’Ufficio centrale di Restauro di Roma, centotrenta piovesi giunti a Roma per riportare a “casa” il dipinto presentarono il quadro al papa Pio XII davanti al quale si raccolse in preghiera e lo benedisse.
Agli inizi del novecento visitò il Santuario il vescovo di Bergamo Giacomo Radini Tedeschi, con il suo segretario Angelo Roncalli, diventato papa Giovanni XXIII. Per il vescovo di Padova, Girolamo Bortignon, il Santuario di “campagna” era una mèta preferita e molte volte è venuto in incognito a pregare davanti al suo altare.
Il vescovo Filippo Franceschi, il Monsignore Roberto Carniello, diventato poi Vescovo, il Cardinale Ersilio Tonini, il Vescovo Antonio Mattiazzo,  hanno trovato il momento per venire al Santuario per presiedere alla solenne processione  del Voto del 6 maggio e  sostare in preghiera. Il vescovo attuale di Padova Mons. Claudio Cipolla ha celebrato il 6 maggio scorso la S. Messa per il 388.mo anniversario del voto.
Davanti all’altare della Madonna delle Grazie, sono nate sante vocazioni missionarie, sacerdotali e religiose. I giovani piovesi consacrati, prima di partire per il loro mandato, conferitogli dal vescovo, sono venuti in preghiera davanti all’altare di Maria per affidarsi a Lei; hanno celebrato la Santa Messa e se hanno occasione vi ritornano con grande gioia.
Ogni giorno, pur nella diffusa crisi della fede e della pratica della vita spirituale, la preghiera non conosce interruzioni, rimane fervida profonda e spontanea, cosichè in ogni momento della giornata il Santuario è mèta di pellegrini devoti alla Madonna. Nell’assordante silenzio del Santuario, dove per qualche minuto sembra che il tempo si fermi, i devoti si inginocchiano  per chiedere la Sua protezione, perché la Madonna  raccoglie i figli sotto il suo manto, rivestendoli di grazie e di cure. Tutte le generazioni che si susseguono trovano nella antichissima preghiera mariana «Sotto il tuo manto misericordioso noi tutti ci rifugiamo, Santa Madre di Dio»  la  Sua promessa certa di protezione e di misericordia.
Bibliografia
Jean Hani, Il simbolismo del tempio cristiano  Edizioni Arkeios, Roma 1996
Mariolina Olivari, Giovanni Bellini, Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007.
Alunni scuola Media Regina Margherita  Sanavia Luciano Tessere di mosaico Tiozzo Tipografia 2004
Paolo Tieto, Il Santuario di Santa Maria delle Grazie in Piove di Sacco, Editoriale Programma 1992
Difesa del Popolo Inserto del 14 novembre 2010

----------------------------------------------------------------------Bello bello b  - una correzione (no: Francesco Filippi)e una aggiunta di Mons.C.Cipolla -  d.battista ****** l'ho rivisto e ho fatto altre correzioni


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