TUTTI I SANTI - 1° NOVEMBRE

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TUTTI I SANTI - 1° NOVEMBRE

Messaggio  Maurizio.Pengo il Mer 14 Nov - 18:42

TUTTI I SANTI – 1° novembre

Tutti i cristiani sono chiamati alla santità. È Gesù stesso a dire “Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48). Ogni discepolo di Cristo, infatti, può e deve, con l’aiuto della grazia di Dio, camminare verso la santità, percorrendo la sua esistenza terrena attraverso i differenti stati di vita secondo la vocazione particolare di ciascuno. Si diventa santi vivendo in coerenza con il proprio battesimo in un cammino di rinnovamento continuo. La santità quindi non appartiene solo a pochi eletti, ma è possibile a tutti perché la vocazione alla santità è universale. Nei primi tempi della Chiesa venivano chiamati “santi” tutti i cristiani indistintamente, in quanto “salvati”. Poi, col passare del tempo, questo titolo venne riservato ai “martiri” che avevano testimoniato la propria fede fino allo spargimento del sangue. Infine venne attribuito anche ad altre figure di cristiani esemplari per santità di vita.
È la Chiesa che invita i fedeli a ricordare e a venerare i santi. Questo non significa togliere a Dio l’onore a Lui dovuto, ma riconoscere che l’abbondanza della Sua grazia risplende anche nei suoi figli. Si deve poi distinguere il culto di adorazione, dovuto solo a Dio, dal culto di venerazione riservato ai santi in quanto esempi di fedeltà a Dio e validi intercessori per farci ottenere da Lui ogni grazia. I fedeli, infatti, possono rivolgersi al santo per implorare la sua intercessione presso Dio nelle loro necessità spirituali o materiali.
La Chiesa venera i santi fin dalla sua origine. Già nei primi tempi della storia cristiana, infatti, si cominciò a conservare la memoria dei primi discepoli di Cristo che avevano dato testimonianza della loro fedeltà al Vangelo fino alla prova del martirio. Nelle varie chiese locali venivano compilati degli elenchi con l’indicazione del nome dei martiri e del "dies natalis" ovvero il giorno della loro nascita al cielo.
In seguito questi elenchi vennero integrati con i nomi di uomini e donne che subirono il martirio con grande risonanza in altri luoghi, anche molto lontani. Infine vennero aggiunti anche i nomi di vescovi, monaci e vedove che avevano dato grande esempio di santità di vita. Ben presto il "dies natalis" divenne un’occasione per celebrare la memoria dei santi, in maniera particolare nei luoghi dove erano sepolte le loro spoglie o conservate le loro reliquie.
Ogni chiesa particolare conservava la propria tradizione e contribuiva a diffondere le narrazioni delle vite dei propri santi e beati finché la Chiesa universale decise la compilazione di un elenco ufficiale dei santi e beati riconosciuti come tali dall’autorità della Chiesa stessa. Si giunse così alla stesura del primo Martirologio Romano, approvato dal Sommo Pontefice Gregorio XIII nel 1586. La Chiesa stabilì regole precise per la canonizzazione dei nuovi santi da proporre come esempio per gli altri cristiani. Dal secolo XVII in poi, la “canonizzazione” viene preceduta dalla “beatificazione” che autorizza il culto locale del beato, limitato al luogo della sua nascita o della morte o comunque del suo apostolato. Per i beati religiosi il loro culto è abitualmente concesso a tutta la famiglia religiosa alla quale sono appartenuti.
Anche i beati trovano posto nel Martirologio, sia quelli che sono stati ufficialmente beatificati, sia quelli che godevano da tempo immemorabile della qualifica di “beati” e venivano onorati con un culto corrispondente. Moltissimi beati vengono ricordati solo in ambito locale, altri invece sono iscritti nel Calendario universale del Rito romano e godono di un culto universale. I santi e i beati del Martirologio costituiscono il fondamento dell’onomastica cristiana. Ricevere il nome di un santo significa acquisire una nuova identità, associata ad una nuova nascita nel battesimo. Il santo diviene così un compagno invisibile e assume una funzione di protettore e patrono. Nel tempo anche le vite dei santi vennero riunite in particolari raccolte, chiamate "Legendae". La più celebre è la "Legenda Aurea" di Iacopo da Varazze (m. 1298) che tanto ha influenzato l’iconografia dei santi e l’arte sacra dell’Occidente.
La Festa di Ognissanti si celebra il 1° novembre di ogni anno. Trae le sue origini dalla tradizione della Chiesa d’Oriente e venne accolta dalla Chiesa di Roma quando il 13 maggio 609 papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon, dedicato a tutti gli dei pagani, in una chiesa in onore della Vergine Maria e di Tutti i Santi. In seguito, probabilmente per influsso della cultura celtica la data venne trasferita dal 13 maggio al 1° novembre. Nell’antica cultura delle popolazioni del Nord Europa, infatti, come ai primi di maggio si festeggiava la vita e il risveglio della natura, così all’inizio di novembre si dava risalto alla stagione morente e alla quiete della natura con la fine del periodo agricolo e l’inizio della stagione invernale. Analoghi festeggiamenti erano in uso anche nella Roma pagana (Calendimaggio e Calende d’Inverno). Con l’affermarsi del cristianesimo a queste feste prettamente agricole e pagane si sovrappose il significato spirituale e religioso, dedicandole ai defunti e ai santi. Dal secolo VII la Festa di Tutti i Santi si diffuse per opera del monachesimo e si consolidò ovunque in Europa ai tempi di Carlo Magno (IX sec.). Infine venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa occidentale da papa Sisto IV nel 1475. Il giorno di Ognissanti, festività religiosa e civile, celebra la gloria e l’onore di tutti i santi – canonizzati e non – ed è popolarmente considerato l’onomastico delle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Molte diocesi hanno individuato nel proprio calendario liturgico diocesano un giorno per ricordare tutti i santi della chiesa locale. La data stabilita per ricordare Tutti i Santi della Chiesa di Padova è il 5 novembre. Il culto dei santi è molto rigoglioso nella Chiesa Cattolica ed è sempre stato oggetto di particolare cura da parte dei Papi. Basti ricordare il gran numero di santi e beati proclamati ufficialmente durante il lungo pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Papa Benedetto XVI ha stabilito che le beatificazioni vengano proclamate nelle diocesi di provenienza, mentre le canonizzazioni rimangono una prerogativa del Romano Pontefice. Papa Francesco ha dedicato a questo tema la sua ultima esortazione apostolica "Gaudete et exsultate" dedicata alla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. Nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo, lo Spirito Santo continua ad operare in questa umanità nella direzione della salvezza. Spetta a noi affrontare coraggiosamente le nuove sfide e cogliere senza indugio le sempre nuove occasioni di camminare sulla via della santità.

M.P – novembre 2018
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Maurizio.Pengo

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Messaggio  don.battista il Gio 15 Nov - 14:01

Maurizio.Pengo ha scritto:TUTTI I SANTI – 1° novembre

Tutti i cristiani sono chiamati alla santità. È Gesù stesso a dire “Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5, 48). Ogni discepolo di Cristo, infatti, può e deve, con l’aiuto della grazia di Dio, camminare verso la santità, percorrendo la sua esistenza terrena attraverso i differenti stati di vita secondo la vocazione particolare di ciascuno. Si diventa santi vivendo in coerenza con il proprio battesimo in un cammino di rinnovamento continuo. La santità quindi non appartiene solo a pochi eletti, ma è possibile a tutti perché la vocazione alla santità è universale. Nei primi tempi della Chiesa venivano chiamati “santi” tutti i cristiani indistintamente, in quanto “salvati”. Poi, col passare del tempo, questo titolo venne riservato ai “martiri” che avevano testimoniato la propria fede fino allo spargimento del sangue. Infine venne attribuito anche ad altre figure di cristiani esemplari per santità di vita.
È la Chiesa che invita i fedeli a ricordare e a venerare i santi. Questo non significa togliere a Dio l’onore a Lui dovuto, ma riconoscere che l’abbondanza della Sua grazia risplende anche nei suoi figli. Si deve poi distinguere il culto di adorazione, dovuto solo a Dio, dal culto di venerazione riservato ai santi in quanto esempi di fedeltà a Dio e validi intercessori per farci ottenere da Lui ogni grazia. I fedeli, infatti, possono rivolgersi al santo per implorare la sua intercessione presso Dio nelle loro necessità spirituali o materiali.
La Chiesa venera i santi fin dalla sua origine. Già nei primi tempi della storia cristiana, infatti, si cominciò a conservare la memoria dei primi discepoli di Cristo che avevano dato testimonianza della loro fedeltà al Vangelo fino alla prova del martirio. Nelle varie chiese locali venivano compilati degli elenchi con l’indicazione del nome dei martiri e del "dies natalis" ovvero il giorno della loro nascita al cielo.
In seguito questi elenchi vennero integrati con i nomi di uomini e donne che subirono il martirio con grande risonanza in altri luoghi, anche molto lontani. Infine vennero aggiunti anche i nomi di vescovi, monaci e vedove che avevano dato grande esempio di santità di vita. Ben presto il "dies natalis" divenne un’occasione per celebrare la memoria dei santi, in maniera particolare nei luoghi dove erano sepolte le loro spoglie o conservate le loro reliquie.
Ogni chiesa particolare conservava la propria tradizione e contribuiva a diffondere le narrazioni delle vite dei propri santi e beati finché la Chiesa universale decise la compilazione di un elenco ufficiale dei santi e beati riconosciuti come tali dall’autorità della Chiesa stessa. Si giunse così alla stesura del primo Martirologio Romano, approvato dal Sommo Pontefice Gregorio XIII nel 1586. La Chiesa stabilì regole precise per la canonizzazione dei nuovi santi da proporre come esempio per gli altri cristiani. Dal secolo XVII in poi, la “canonizzazione” viene preceduta dalla “beatificazione” che autorizza il culto locale del beato, limitato al luogo della sua nascita o della morte o comunque del suo apostolato. Per i beati religiosi il loro culto è abitualmente concesso a tutta la famiglia religiosa alla quale sono appartenuti.
Anche i beati trovano posto nel Martirologio, sia quelli che sono stati ufficialmente beatificati, sia quelli che godevano da tempo immemorabile della qualifica di “beati” e venivano onorati con un culto corrispondente. Moltissimi beati vengono ricordati solo in ambito locale, altri invece sono iscritti nel Calendario universale del Rito romano e godono di un culto universale. I santi e i beati del Martirologio costituiscono il fondamento dell’onomastica cristiana. Ricevere il nome di un santo significa acquisire una nuova identità, associata ad una nuova nascita nel battesimo. Il santo diviene così un compagno invisibile e assume una funzione di protettore e patrono. Nel tempo anche le vite dei santi vennero riunite in particolari raccolte, chiamate "Legendae". La più celebre è la "Legenda Aurea" di Iacopo da Varazze (m. 1298) che tanto ha influenzato l’iconografia dei santi e l’arte sacra dell’Occidente.
La Festa di Ognissanti si celebra il 1° novembre di ogni anno. Trae le sue origini dalla tradizione della Chiesa d’Oriente e venne accolta dalla Chiesa di Roma quando il 13 maggio 609 papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon, dedicato a tutti gli dei pagani, in una chiesa in onore della Vergine Maria e di Tutti i Santi. In seguito, probabilmente per influsso della cultura celtica la data venne trasferita dal 13 maggio al 1° novembre. Nell’antica cultura delle popolazioni del Nord Europa, infatti, come ai primi di maggio si festeggiava la vita e il risveglio della natura, così all’inizio di novembre si dava risalto alla stagione morente e alla quiete della natura con la fine del periodo agricolo e l’inizio della stagione invernale. Analoghi festeggiamenti erano in uso anche nella Roma pagana (Calendimaggio e Calende d’Inverno). Con l’affermarsi del cristianesimo a queste feste prettamente agricole e pagane si sovrappose il significato spirituale e religioso, dedicandole ai defunti e ai santi. Dal secolo VII la Festa di Tutti i Santi si diffuse per opera del monachesimo e si consolidò ovunque in Europa ai tempi di Carlo Magno (IX sec.). Infine venne resa obbligatoria in tutta la Chiesa occidentale da papa Sisto IV nel 1475. Il giorno di Ognissanti, festività religiosa e civile, celebra la gloria e l’onore di tutti i santi – canonizzati e non – ed è popolarmente considerato l’onomastico delle persone il cui nome non compare nel calendario cristiano. Molte diocesi hanno individuato nel proprio calendario liturgico diocesano un giorno per ricordare tutti i santi della chiesa locale. La data stabilita per ricordare Tutti i Santi della Chiesa di Padova è il 5 novembre. Il culto dei santi è molto rigoglioso nella Chiesa Cattolica ed è sempre stato oggetto di particolare cura da parte dei Papi. Basti ricordare il gran numero di santi e beati proclamati ufficialmente durante il lungo pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Papa Benedetto XVI ha stabilito che le beatificazioni vengano proclamate nelle diocesi di provenienza, mentre le canonizzazioni rimangono una prerogativa del Romano Pontefice. Papa Francesco ha dedicato a questo tema la sua ultima esortazione apostolica "Gaudete et exsultate" dedicata alla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo. Nonostante i tempi difficili che stiamo vivendo, lo Spirito Santo continua ad operare in questa umanità nella direzione della salvezza. Spetta a noi affrontare coraggiosamente le nuove sfide e cogliere senza indugio le sempre nuove occasioni di camminare sulla via della santità.

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