Essere creduti -- edit. dicembre 2018

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Essere creduti -- edit. dicembre 2018

Messaggio  don.battista il Mar 27 Nov - 11:22

Editoriale  dicembre 2018  -    ESSERE CREDUTI
(ASPETTANDO  la visita pastorale del  VESCOVO)
Il  Vescovo in visita pastorale ci orienterà a vivere nella nostra Parrocchia, pur piccola o senza parroco, con stile fraterno e  comunitario, per maturare il dono della fede e così poter essere creduti.
 Che cosa è necessario in una comunità parrocchiale? Curare amorevolmente gli ultimi, i poveri e gli emarginati esercitando la carità, perseverare  nell’unione con Dio, dare ragione della nostra fraternità annunciando la morte e la risurrezione di Gesù.
 Per essere creduti in questo nostro tempo, occorre essere credenti non più trascinando le nostre tradizioni, o confondendoci nella massa dei praticanti, o esigendo servizi  religiosi, ma decidendo con scelta libera per Dio in Gesù. Non siamo creduti quando ritenendoci fedeli ci lamentiamo della società e della cultura attuale, ma siamo creduti se siamo convinti che il presente è tempo favorevole in cui il Signore visita il suo popolo e che la grazia del Signore è all’opera nel mondo intero. Non c’è di meglio che preparare un terreno di fraternità, di dialogo, di rispetto tra le persone e in esso piantare il nostro piccolo seme, il seme buono del Vangelo.
 Siamo credibili, creduti e apprezzati quando ci sentiamo tutti unificati dalla stessa chiamata e ci diamo testimonianza reciproca di vita evangelica. Non siamo creduti solo perché varchiamo la porta della chiesa, sempre che la chiesa sia ancora segno di autenticità e coerenza cristiana.
 A proposito: che incidenza ha l’edificio  ‘chiesa’  in un quartiere di città, o nella piazza di un paese?: non è richiamo della presenza dell’Eterno, non è segno visibile di una comunità animata da relazioni reciproche quotidiane,  una comunità di persone che si vogliono bene e godono di stare insieme nel giorno del Signore. Tutt’al più  le nostre chiese parlano di cerimonie, di incenso, di canti, di opere d’arte, di devozioni , di  candeline e di campane … e si distinguono solo perché portano una croce sulla facciata o lo stemma del Vescovo. Le nostre chiese non sono nemmeno case umane dove si fatica, dove si dialoga, dove si cresce, dove si soffre. Più case e meno chiese, c’era scritto sui muri qualche anno fa, ma nel nostro contesto in un altro senso ‘più casa e meno chiesa’, più rapporti sinceri, più solidarietà, più serietà  e sincerità.  Saremo creduti se prima di tutto viviamo l’ “umanità” e in essa innestiamo l’insegnamento di Gesù.  O  pensiamo di essere seguaci di Cristo perché frequentiamo la parrocchia con la licenza di chiacchierare, di togliere il saluto, di coltivare rancori, di evadere dalle tasse, di approfittare dei più deboli?.
 Facciamo in modo di essere creduti  da uomini  nel rispetto del prossimo e dell’ambiente, nella fedeltà alla parola, nell’onestà , nella partecipazione responsabile alla vita sociale.  Allora posso mettere le mani giunte, posso annunciare Gesù e parlare del suo Paradiso.-------------------------------rivisto ok d.Battista

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