lettera dei giovani dopo il Sinodo - 2 parte

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lettera dei giovani dopo il Sinodo - 2 parte

Messaggio  don.battista il Dom 2 Dic - 18:45

SINODO DEI GIOVANI - 2.a parte

Inoltre chiediamo al Vescovo di mettere i nostri preti
nelle condizioni di poter svolgere il loro compito di pastori, sgravandoli da incombenze e preoccupazioni gestionali che spesso li rendono dei manager e trasmettono a noi l’idea che non hanno tempo per ascoltarci e accompagnarci spiritualmente.
Non sappiamo se la soluzione sia quella di individuare dei laici volontari o pagati o istituire dei ministeri ma vogliamo che i preti possano dedicarsi a quanto è specifico della loro identità e missione.
La difficoltà del rapporto tra noi giovani e gli adulti, emersa in tutte le relazioni dei gruppi sinodali, ci ha fatto comprendere che il Signore ci sta chiedendo di creare brecce nel muro di incomprensione e di pregiudizio reciproco che c’è tra le generazioni e di crescere in un rapporto sempre più aperto.
Sentiamo importante che da parte degli adulti ci si liberi, anche nelle nostre comunità, da dinamiche di potere arroccato, che si riduca l’ansia da controllo e l’eccesso di protagonismo che spesso non lascia spazio ai più giovani o ai nuovi arrivati; da parte nostra ci impegniamo ad “esserci” senza cadere in facili critiche. Vorremmo metterci su un piano di vero dialogo e di condivisione autentica della vita con le sue sfide e le sue domande.
Vorremmo poter condividere con gli adulti le esperienze di vita e le ragioni del credere. Desideriamo quindi che il centro delle nostre comunità sia l’esperienza di fede più che le attività da fare: a volte sembra infatti che contiamo qualcosa solo se prestiamo un servizio in qualche forma.
Chiediamo una maggiore fiducia e condivisione di responsabilità nelle scelte di fondo della comunità e nella gestione degli spazi, delle strutture e degli impegni economici delle nostre comunità, attraverso un confronto reale che si può realizzare negli organismi di comunione (CPP e CPGE) e in altre sedi in cui i giovani possono essere coinvolti, nell’ottica di risvegliare il senso di appartenenza alla comunità.

Liturgia, preghiera e Sacra Scrittura

Abbiamo sete di Dio, anche quando questa sete non è inquadrata dentro percorsi, riti, momenti “tradizionali” che sentiamo spesso lontani e difficili da comprendere - come la Messa, a cui molti di noi non partecipano più.
Anche quando non riusciamo a dare un’adesione convinta a Dio, siamo in cammino e vorremmo essere stimolati e aiutati nella nostra ricerca, con strumenti adeguati per la nostra crescita spirituale.
A partire dal nostro discernimento, riteniamo che il Signore ci chieda come Chiesa di Padova di aprire un cantiere sulla liturgia, che aiuti a comprendere più approfonditamente il senso dei gesti e dei riti e a renderli il più possibile significativi.
Inoltre, vorremmo che, anche con il contributo di tutti, le Eucaristie fossero preparate con cura e amore, perché possano essere momenti di incontro con il Signore e spazi di fraternità, fondamento di relazioni calorose con i cristiani delle nostre parrocchie, al di fuori di una routine e di una freddezza che non aiuta né l’incontro con Dio né con i fratelli.
Sentiamo che la bellezza del Vangelo passa attraverso delle liturgie sobrie ma non superficiali, profonde ma non pesanti, in cui essere parti attive e non solo spettatori.
In particolare, chiediamo ai nostri preti che le omelie siano più concrete e attuali, con un linguaggio chiaro e immediato, e che, ancorate alla Parola di Dio, ci aiutino a trovare stimoli e provocazioni per la nostra vita quotidiana.
Sentiamo che il Signore ci chiama a una relazione forte e significativa con Lui ma ci manca un’adeguata educazione alla preghiera personale e nonostante alcune proposte che troviamo nei percorsi esistenti in tanti ci sentiamo lasciati soli per un cammino spirituale che possa farci incontrare il Signore e nutrirci nel quotidiano.
La figura di Gesù ci colpisce ma spesso la Scrittura, e in particolare il Vangelo, ci appare distante, ci risulta difficile da capire e interpretare, e perciò molti di noi non ne avvertono il fascino. Crediamo che il Signore ci stia chiedendo una formazione maggiore sulla Bibbia a partire da una lettura approfondita e intelligente, grazie a persone, occasioni, stili di evangelizzazione e proposte adeguate per sperimentare il gusto della Parola.
Vorremmo riuscire a trovare nella Scrittura aiuto e sostegno, modi e chiavi di lettura per capire quello che Dio dice, leggere i segni di Dio nel quotidiano, parlare con Dio della nostra vita e trasmettere tutto questo anche agli altri.

Vivere la fede negli ambiti di vita

Non è facile vivere la fede al di fuori dello spazio circoscritto delle parrocchie o dei nostri movimenti e associazioni; sentiamo però che il Signore ci provoca a non restare dentro un nido caldo e accogliente ma a giocarci proprio negli ambiti dove la tentazione di mimetizzarci e nasconderci sarebbe più forte, per la paura del giudizio da parte degli altri.
Spesso avvertiamo che l’esperienza di fede si esaurisce in un servizio a tempo determinato all’interno delle nostre comunità. Sentiamo invece che il Signore ci chiama a essere sempre testimoni credibili, coraggiosi ed entusiasti del Vangelo, ad amare il mondo in cui viviamo e a porci in un dialogo costruttivo, con l’umiltà di saper ascoltare e senza la paura di parlare di Dio.
Tra i sogni di realizzarci e i desideri di felicità che abitano in noi c’è anche la volontà di spenderci concretamente in scelte e gesti che esprimano il Vangelo e la sua proposta alta di vita bella e di amore, anche a servizio del bene comune e del prossimo, in particolare dei poveri.
Sentiamo però la difficoltà di attrezzarci, con idee e atteggiamenti, per questo stare nel mondo che ci affascina e che ci mette alla prova.
Avvertiamo il rischio di rimanere tiepidi e in seconda fila, perdendo l’appuntamento con la gioia piena, che è la strada, la vocazione, qualunque sia, a cui ci chiama il Signore e che vorremmo la Chiesa ci aiutasse a trovare e intraprendere.
Crediamo che la vita di Gesù narrata nei Vangeli sia una scuola di umanità e per questo vorremmo trovare il modo per far sì che la nostra fede sia vissuta nel luogo di studio e di lavoro, nel tempo libero, nelle relazioni, nell’agorà politica, nei social network con uno stile fondato sul Vangelo e un linguaggio credibile e aperto al dialogo che non diventa mai bigottismo.
In questa prospettiva, la riflessione iniziata con questo Sinodo rimane aperta.

In conclusione

Il Sinodo dei Giovani ci ha provocati a un processo di coinvolgimento di nostri amici e conoscenti, fra i quali anche alcuni che non partecipano alla vita della parrocchia, che hanno accettato l’invito ai tre incontri del piccolo gruppo sinodale, cosa che non pensavamo possibile all’inizio.
Questa dinamica ci ha stimolati a sentirci maggiormente parte della Chiesa e a “uscire”, costruendo dei gruppi che poi si sono ritrovati nelle nostre case, anche in contesti piccoli dove la cosa sembrava difficile, e a confrontarci su argomenti che solitamente tra coetanei non si ha l’occasione di trattare.
Grati al Vescovo Claudio che ha pensato a noi giovani, ci sentiamo chiamati dal Signore e dallo Spirito a proseguire con questo tragitto e con questa metodologia che abbiamo sentito tanto bella ed efficace, stimolati a una dinamica in uscita che ci ha provocati a metterci in gioco in prima persona e a farci carico di una responsabilità diretta, incoraggiati a trasformare anche le nostre case in luoghi di incontro e di dialogo profondo, anche su tematiche di fede e di attualità.
---------------------------------------------------visto e approvato ok d.Battista

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