Piergiorgio Frassati

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Piergiorgio Frassati

Messaggio  federico.meneghello il Lun 3 Dic - 21:29


Una meteora che lancia scintille nella storia della chiesa cattolica del Novecento….. Nasce a Torino nel !901, da una famiglia alto borghese, da un padre coltissimo e avvocato e da una madre pittrice.. Riceve, nonostante tutto, una educazione spartana, basata sul senso del dovere, della disciplina…Il padre da avvocato affronta con successo la carriera di giornalista e diviene ben presto il fondatore e direttore della “ Stampa” giornale di Torino che ha un futuro prestigioso… Il padre, amico di Giolitti, appartenente alla Torino “ bene”, appare un libero pensatore, espressione di una ideologia liberale in cui si esprime un cattolicesimo formale ma di forma mentale completamente laica… Altrettanto laica la madre che comunque impartisce una educazione cattolica al figlio secondo i canoni del perbenismo… Piergiorgio reagisce alla famiglia senza ribellismi plateali… Il suo cristianesimo acquista la connotazione della autenticità, il suo motto è seguire il Vangelo sine glossa come il santo di Assisi… Non si profila un intellettuale come i genitori che tra l’altro tra di loro avevano un rapporto istabile… Genitori di grande spessore mentale ma distaccati con il figlio come lo sono spesso gli esponenti dell’alta borghesia, impegnati sul fronte del lavoro, della carriera, presi a realizzare le loro aspirazioni…. Ma lui cresce forte , dinamico sportivo , bello dal sorriso accattivante , dalla esistenza poteva avere tutto materialmente….. Agi, piaceri, privilegi… Invece scopre un amore infinito per Cristo e nei poveri, nelle persone che vivono di stenti vede il suo amore, infinito incondizionato…. Allegro, pieno di amici, esuberante attivissimo, non bravissimo a scuola, non è un asso in latino, ma il suo latino è ben altro… Lui parla con la lingua della carità, prega e agisce, il giovanotto ricco frequenta i tuguri di Torino, i quartieri bassi per dare soccorso ai fratelli più sfortunati….Appare un esempio anche per i coetanei che sconcertati o meno a volte lo seguono nelle sue continue scorribande della carità… Stanco di vivacchiare nel lusso,vuole vivere facendosi povero tra i poveri, immedesimandosi nelle loro pene , nelle loro emarginazioni….Ama la montagna dato che l’aria pura delle alte vette diviene il contrappunto di una vita senza ossigeno, basata sul piacere fine a se stesso, sugli egoismi , sulle prevaricazioni sui privilegi di casta….. Eppure lui, che nella carità prova la gioia, è sempre allegro minimizza le situazioni, concreto e nello stesso tempo impregnato di idealismo cristiano. I genitori non sapevano o non si accorgevano di una vita dedita quasi completamente ai bisognosi…. A differenza dei genitori è praticante con entusiasmo e persegue la recita quotidiana del rosario… la sua devozione a Maria è illimitata, la vera madre, la vera protettrice…. E non era un bigotto all’interno del suo ambiente universitario fonda gruppi goliardici a servizio della carità… Bello, fascinoso, fisico da atleta, trascinatore, seduce tanti giovani ai suoi ideali, disinvolto, fuma la pipa, il santo attuale.. Ha un amore per una ragazza povera, il fatto diviene inconcepibile per i genitori e lui ubbidisce non per viltà ma perché li voleva più uniti…. Prova il sapore della rinuncia ma si capisce che il suo amore totalizzante è solamente Cristo…… Non è un remissivo, sa mordere la vita e il suo morso più forte consiste nell’abbandonarsi alla carità , ai fetori delle abitazioni di chi frequentava per recare aiuto , per attutire situazioni di miseria estrema….. Lui vitalissimo muore di broncopolmonite quasi improvvisamente nel luglio del 1925…. Sembra una banale influenza., E invece sorella morte lo coinvolge nel suo abbraccio estremo…. Quando muore trovano tra le sue mani una immagine della madonna, la madre perfetta, non borghese, che nel Magnificat ha impresso una incisiva risonanza nella sua breve vita terrena. Ai funerali la chiesa era gremita, tantissimi poveri , tantissimi che erano stati da lui beneficati senza clamore, lasciando attoniti gli stessi genitori che non si aspettan o, non immaginano una partecipazione così eccezionale alle esequie del loro figlio, apparentemente reciso come un fiore di campo ma catturato dall’eternità.. Una esistenza breve ma intensa una meteora che lascia una luce indimenticabile, che si dimentica difficilmente,,,, Un grande testimone di Cristo e di sua Madre, ha fatto vergognare con il suo fulgido esempio la alta borghesia, gravida di ideali che però nella prassi non riesce a realizzare…. Lui vive con i piedi per terra e gli occhi rivolti perennemente al cielo,,,,, il cielo lo corteggia e dolcemente si fa rapire…… Un Piergiorgio fortemente antifascista non certo qualunquista , ovviamente pacifista. … I suoi genitori lo educano ma lui insegna loro la via stretta….. e non solo a loro….. E il figlio di Maria ci lascia precocemente, ma non resta il vuoto ma un esempio di fede, speranza, carità all’insegna della coerenza… Rimane un grande personaggio del Novecento, viene beatificato nel 1990 da papa Giovanni Paolo ii.. Ovviamente con san Giovanni Bosco è molto venerato a Torino, conosciutissimo in Canada e in tutto il mondo….. Ora, caro Piergiorgio, stai respirando l’aria pura della vetta più alta………
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PIERGIORGIO FRASSATI

Messaggio  don.battista il Mar 4 Dic - 11:28

[quote="federico.meneghello"]
Una meteora che  lancia scintille  nella storia della chiesa cattolica del Novecento….. Nasce a Torino nel 1901, da una  famiglia alto borghese, da un padre coltissimo e avvocato e da una madre pittrice.. Riceve, nonostante tutto, una educazione spartana, basata sul senso del dovere, della disciplina…Il padre da avvocato affronta  con successo la carriera di giornalista e diviene ben presto il fondatore e direttore della “ Stampa” giornale di  Torino che ha un futuro prestigioso… Il padre, amico di Giolitti, appartenente alla  Torino “ bene”, appare un libero pensatore, espressione di una ideologia liberale in cui si esprime un cattolicesimo formale ma di forma mentale completamente laica… Altrettanto laica la madre che comunque impartisce una educazione cattolica al figlio secondo i canoni del perbenismo… Piergiorgio reagisce alla famiglia senza ribellismi plateali… Il suo cristianesimo acquista la connotazione della autenticità, il suo motto è seguire il Vangelo sine glossa come il santo di  Assisi… Non si profila un intellettuale come i genitori  che tra l’altro tra di loro avevano un rapporto instabile… Genitori di grande spessore mentale ma distaccati con il figlio come lo sono spesso gli esponenti dell’alta borghesia, impegnati sul fronte del lavoro, della carriera, presi a realizzare le loro aspirazioni…. Ma lui cresce forte , dinamico sportivo , bello dal sorriso accattivante , dalla esistenza poteva avere tutto materialmente….. Agi, piaceri, privilegi… Invece  scopre un amore infinito per  Cristo e nei poveri, nelle persone che  vivono di stenti vede il suo amore, infinito, incondizionato…. Allegro, pieno di amici, esuberante, attivissimo, non bravissimo a scuola, non è un asso in latino, ma il suo latino è ben altro… Lui parla con la lingua della carità, prega e agisce, il giovanotto ricco frequenta i tuguri di Torino, i quartieri bassi per  dare soccorso ai fratelli più sfortunati….Appare  un esempio anche per i coetanei  che, sconcertati o meno, a volte lo seguono nelle sue continue scorribande della carità… Stanco di vivacchiare nel lusso, vuole vivere facendosi povero tra i poveri, immedesimandosi  nelle loro pene , nelle loro emarginazioni … Ama la montagna dato che l’aria pura delle alte vette diviene il contrappunto di una vita senza ossigeno, basata sul piacere fine a se stesso, sugli egoismi , sulle prevaricazioni, sui privilegi di casta … Eppure lui, che nella carità prova la gioia, è sempre allegro minimizza le situazioni, concreto e nello stesso tempo impregnato di idealismo cristiano. I genitori non sapevano o non si accorgevano di una vita dedita quasi completamente ai bisognosi…. A differenza dei genitori è praticante con entusiasmo e persegue la recita quotidiana del rosario… la sua devozione a Maria è illimitata, la vera madre, la vera protettrice…. E non era un bigotto  all’interno del suo ambiente universitario; fonda gruppi goliardici a servizio della carità… Bello, fascinoso, fisico da atleta, trascinatore, seduce tanti giovani ai suoi ideali, disinvolto, fuma la pipa, il santo attuale.. Ha  un amore per una ragazza povera, il fatto diviene inconcepibile per i genitori e lui ubbidisce non per viltà ma perché li voleva più uniti…. Prova il sapore della rinuncia ma si capisce che il suo amore totalizzante è solamente  Cristo…… Non è un remissivo, sa mordere la vita e il suo morso più forte consiste nell’abbandonarsi alla carità , ai fetori delle abitazioni di chi frequentava per recare aiuto , per attutire situazioni di miseria estrema…..  Lui vitalissimo muore di broncopolmonite quasi improvvisamente nel luglio del 1925…. Sembra una banale influenza, e invece sorella morte lo coinvolge nel suo abbraccio estremo…. Quando muore trovano tra le sue mani una immagine della madonna, la madre perfetta, non borghese, che nel Magnificat ha impresso una incisiva risonanza nella sua breve vita terrena.  Ai funerali la chiesa era gremita, tantissimi poveri , tantissimi che erano stati da lui beneficati senza clamore, lasciando attoniti gli stessi genitori che non si aspettano, non immaginano  una partecipazione così eccezionale alle esequie del loro figlio, apparentemente reciso come un fiore di campo ma catturato dall’eternità.. Una esistenza breve ma intensa, una meteora che lascia una luce indimenticabile, che si dimentica difficilmente. Un grande testimone di Cristo e di sua Madre, ha fatto vergognare con il suo fulgido esempio  la alta borghesia, gravida di ideali che però nella prassi non riesce a realizzare…. Lui vive con i piedi per terra e gli occhi rivolti perennemente al cielo ... Il cielo lo corteggia e dolcemente si fa rapire…… Un  Piergiorgio fortemente antifascista non certo qualunquista , ovviamente  pacifista. … I suoi genitori lo educano ma lui insegna loro la via stretta…..  e non solo a loro ... E il figlio di Maria ci lascia precocemente, ma non resta il vuoto! Resta un esempio di fede, speranza, carità all’insegna della coerenza… Rimane un grande personaggio del Novecento, viene beatificato nel 1990 da papa Giovanni  Paolo II ... Ovviamente con san Giovanni Bosco è  molto venerato a Torino, conosciutissimo  in  Canada e in tutto il mondo….. Ora, caro Piergiorgio, stai respirando l’aria pura della vetta più alta………
-------------------------------------------------------------letto e ritoccato. ok d.Battista

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