SINODO DEI VESCOVI SUI GIOVANI

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SINODO DEI VESCOVI SUI GIOVANI

Messaggio  federico.meneghello il Ven 11 Gen - 18:34

La prima parte della Lettera dei giovani alla Chiesa di Padova è intitolata:
1 - Accompagnare ed essere accompagnati
Lì si dice delle difficoltà, della gioia e della speranza di ritrovare nelle nostre comunità “adulti che abbiano incontrato Gesù e capaci di trasmetterci fiducia nella vita. Adulti attraverso cui possiamo riuscire ad assaporare quanto è bello credere. Adulti che ci accompagnino, che ci aiutino a orientarci nelle scelte e che ci suggeriscano gli strumenti per vivere la nostra fede al di fuori del contesto più rassicurante della comunità, nei luoghi, nelle situazioni, con le persone che incontriamo giorno dopo giorno “.

Nel Documento finale del Sinodo dei vescovi sui giovani troviamo questi riscontri:

I giovani desiderano essere ascoltati
7. I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il
desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. (…)
L’ascolto dei pastori e di laici qualificati
9. L’ascolto costituisce un momento qualificante del ministero dei pastori, e in primo luogo dei vescovi, che però spesso si trovano oberati da molti impegni e faticano a trovare un tempo adeguato per questo indispensabile servizio. Molti hanno rilevato la carenza di persone esperte e dedicate all’accompagnamento. Credere al valore teologico e pastorale dell’ascolto implica un ripensamento per rinnovare le forme con cui ordinariamente il ministero presbiterale si esprime e una verifica delle sue priorità. Inoltre il Sinodo riconosce la necessità di preparare consacrati e laici, uomini e donne, che siano qualificati per l’accompagnamento dei giovani. Il carisma dell’ascolto che lo Spirito Santo fa sorgere nelle comunità potrebbe anche ricevere una forma di riconoscimento istituzionale per il servizio ecclesiale.
La sana inquietudine dei giovani
66. I giovani sono portatori di un’inquietudine che va prima di tutto accolta, rispettata e accompagnata,
scommettendo con convinzione sulla loro libertà e responsabilità. La Chiesa sa per esperienza che il loro
contributo è fondamentale per il suo rinnovamento. I giovani, per certi aspetti, possono essere più avanti dei pastori. (…)
Allo stesso tempo (…) è importante restare collegati con l’esperienza degli anziani, riconoscere il ruolo dei pastori e non andare avanti da soli. Si avrà così quella sinfonia di voci che è frutto dello Spirito.
Di fronte alle scelte
91.(…)Farsi presente, sostenere e accompagnare l’itinerario verso scelte autentiche è per la Chiesa un modo di esercitare la propria funzione materna generando alla libertà dei figli di Dio.
Spezzare insieme il pane
92. Come insegna il racconto dei discepoli di Emmaus, accompagnare richiede la disponibilità a fare insieme un tratto di strada, stabilendo una relazione significativa.
(…)È dunque la comunità nel suo insieme il soggetto primo dell’accompagnamento, proprio perché nel suo seno si sviluppa quella trama di relazioni che può sostenere la persona nel suo cammino e fornirle punti di riferimento e di orientamento.
(…)Nell’assemblea raccolta nella celebrazione eucaristica, l’esperienza di essere personalmente toccati, istruiti e guariti da Gesù accompagna ciascuno nel suo percorso di crescita personale.
Una tensione feconda
95. C’è una complementarità costitutiva tra l’accompagnamento personale e quello comunitario (…)
L’accompagnamento comunitario e di gruppo
96. L’esperienza comunitaria mette in evidenza qualità e limiti di ogni persona e fa crescere la coscienza umile che senza la condivisione dei doni ricevuti per il bene di tutti non è possibile seguire il Signore.
L’accompagnamento spirituale personale
97. Nell’accompagnamento spirituale personale si impara a riconoscere, interpretare e scegliere nella prospettiva della fede, in ascolto di quanto lo Spirito suggerisce all’interno della vita di ogni giorno (cfr. FRANCESCO, Evangelii gaudium, n. 169-173). Il carisma dell’accompagnamento spirituale, anche nella tradizione, non è necessariamente legato al ministero ordinato. Mai come oggi c’è necessità di guide spirituali, padri e madri con una profonda esperienza di fede e di umanità e non solo preparati intellettualmente. Il Sinodo si augura che vi sia una riscoperta in questo ambito anche della grande risorsa generativa della vita consacrata, in particolare quella femminile, e di laici, adulti e giovani, ben formati.
Un accompagnamento integrale
99. Il Sinodo riconosce poi la necessità di promuovere un accompagnamento integrale, in cui gli aspetti spirituali sono ben integrati con quelli umani e sociali.(…)
Chiamati ad accompagnare
101. In molti modi i giovani ci hanno chiesto di qualificare la figura degli accompagnatori. Il servizio dell’accompagnamento è un’autentica missione (…)
In breve, accompagnare richiede di mettersi a disposizione, dello Spirito del Signore e di chi è accompagnato, con tutte le proprie qualità e capacità, e poi avere il coraggio di farsi da parte con umiltà.
Il profilo dell’accompagnatore
102. Il buon accompagnatore è una persona equilibrata, di ascolto, di fede e di preghiera, che si è misurata con le proprie debolezze e fragilità. Per questo sa essere accogliente verso i giovani che accompagna, senza
moralismi e senza false indulgenze. Quando è necessario sa offrire anche la parola della correzione fraterna.
L’importanza della formazione
103. Per poter svolgere il proprio servizio, l’accompagnatore avrà bisogno di coltivare la propria vita spirituale, alimentando il rapporto che lo lega a Colui che gli ha assegnato la missione. Allo stesso tempo avrà bisogno di sentire il sostegno della comunità ecclesiale di cui fa parte. Sarà importante che riceva una formazione specifica per questo particolare ministero e che possa beneficiare a sua volta di accompagnamento e di supervisione.
Un tempo per accompagnare al discernimento
161. Molte volte è risuonato nell’aula sinodale un accorato appello a investire con generosità per i giovani
passione educativa, tempo prolungato e anche risorse economiche. Raccogliendo vari contributi e desideri
emersi durante il confronto sinodale, insieme all’ascolto di esperienze qualificate già in atto, il Sinodo propone con convinzione a tutte le Chiese particolari, alle congregazioni religiose, ai movimenti, alle associazioni e ad altri soggetti ecclesiali di offrire ai giovani un’esperienza di accompagnamento in vista del discernimento. Tale esperienza – la cui durata va fissata secondo i contesti e le opportunità – si può qualificare come un tempo destinato alla maturazione della vita cristiana adulta. Dovrebbe prevedere un distacco prolungato dagli ambienti e dalle relazioni abituali, ed essere costruita intorno ad almeno tre cardini indispensabili: un’esperienza di vita fraterna condivisa con educatori adulti che sia essenziale, sobria e rispettosa della casa comune; una proposta apostolica forte e significativa da vivere insieme; un’offerta di spiritualità radicata nella preghiera e nella vita sacramentale. In questo modo vi sono tutti gli ingredienti necessari perché la Chiesa possa offrire ai giovani che lo vorranno una profonda esperienza di discernimento vocazionale.
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Messaggio  CristianoCavedon il Ven 18 Gen - 9:15

La prima parte della Lettera dei giovani alla Chiesa di Padova è intitolata:
1 - Accompagnare ed essere accompagnati
Lì si dice delle difficoltà, della gioia e della speranza di ritrovare nelle nostre comunità “adulti che abbiano incontrato Gesù e capaci di trasmetterci fiducia nella vita. Adulti attraverso cui possiamo riuscire ad assaporare quanto è bello credere. Adulti che ci accompagnino, che ci aiutino a orientarci nelle scelte e che ci suggeriscano gli strumenti per vivere la nostra fede al di fuori del contesto più rassicurante della comunità, nei luoghi, nelle situazioni, con le persone che incontriamo giorno dopo giorno “.

Nel Documento finale del Sinodo dei vescovi sui giovani troviamo questi riscontri:

I giovani desiderano essere ascoltati
7. I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il
desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. (…)
L’ascolto dei pastori e di laici qualificati
9. L’ascolto costituisce un momento qualificante del ministero dei pastori, e in primo luogo dei vescovi, che però spesso si trovano oberati da molti impegni e faticano a trovare un tempo adeguato per questo indispensabile servizio. Molti hanno rilevato la carenza di persone esperte e dedicate all’accompagnamento. Credere al valore teologico e pastorale dell’ascolto implica un ripensamento per rinnovare le forme con cui ordinariamente il ministero presbiterale si esprime e una verifica delle sue priorità. Inoltre il Sinodo riconosce la necessità di preparare consacrati e laici, uomini e donne, che siano qualificati per l’accompagnamento dei giovani. Il carisma dell’ascolto che lo Spirito Santo fa sorgere nelle comunità potrebbe anche ricevere una forma di riconoscimento istituzionale per il servizio ecclesiale.
La sana inquietudine dei giovani
66. I giovani sono portatori di un’inquietudine che va prima di tutto accolta, rispettata e accompagnata,
scommettendo con convinzione sulla loro libertà e responsabilità. La Chiesa sa per esperienza che il loro
contributo è fondamentale per il suo rinnovamento. I giovani, per certi aspetti, possono essere più avanti dei pastori. (…)
Allo stesso tempo (…) è importante restare collegati con l’esperienza degli anziani, riconoscere il ruolo dei pastori e non andare avanti da soli. Si avrà così quella sinfonia di voci che è frutto dello Spirito.
Di fronte alle scelte
91.(…)Farsi presente, sostenere e accompagnare l’itinerario verso scelte autentiche è per la Chiesa un modo di esercitare la propria funzione materna generando alla libertà dei figli di Dio.
Spezzare insieme il pane
92. Come insegna il racconto dei discepoli di Emmaus, accompagnare richiede la disponibilità a fare insieme un tratto di strada, stabilendo una relazione significativa.
(…)È dunque la comunità nel suo insieme il soggetto primo dell’accompagnamento, proprio perché nel suo seno si sviluppa quella trama di relazioni che può sostenere la persona nel suo cammino e fornirle punti di riferimento e di orientamento.
(…)Nell’assemblea raccolta nella celebrazione eucaristica, l’esperienza di essere personalmente toccati, istruiti e guariti da Gesù accompagna ciascuno nel suo percorso di crescita personale.
Una tensione feconda
95. C’è una complementarità costitutiva tra l’accompagnamento personale e quello comunitario (…)
L’accompagnamento comunitario e di gruppo
96. L’esperienza comunitaria mette in evidenza qualità e limiti di ogni persona e fa crescere la coscienza umile che senza la condivisione dei doni ricevuti per il bene di tutti non è possibile seguire il Signore.
L’accompagnamento spirituale personale
97. Nell’accompagnamento spirituale personale si impara a riconoscere, interpretare e scegliere nella prospettiva della fede, in ascolto di quanto lo Spirito suggerisce all’interno della vita di ogni giorno (cfr. FRANCESCO, Evangelii gaudium, n. 169-173). Il carisma dell’accompagnamento spirituale, anche nella tradizione, non è necessariamente legato al ministero ordinato. Mai come oggi c’è necessità di guide spirituali, padri e madri con una profonda esperienza di fede e di umanità e non solo preparati intellettualmente. Il Sinodo si augura che vi sia una riscoperta in questo ambito anche della grande risorsa generativa della vita consacrata, in particolare quella femminile, e di laici, adulti e giovani, ben formati.
Un accompagnamento integrale
99. Il Sinodo riconosce poi la necessità di promuovere un accompagnamento integrale, in cui gli aspetti spirituali sono ben integrati con quelli umani e sociali.(…)
Chiamati ad accompagnare
101. In molti modi i giovani ci hanno chiesto di qualificare la figura degli accompagnatori. Il servizio dell’accompagnamento è un’autentica missione (…)
In breve, accompagnare richiede di mettersi a disposizione, dello Spirito del Signore e di chi è accompagnato, con tutte le proprie qualità e capacità, e poi avere il coraggio di farsi da parte con umiltà.
Il profilo dell’accompagnatore
102. Il buon accompagnatore è una persona equilibrata, di ascolto, di fede e di preghiera, che si è misurata con le proprie debolezze e fragilità. Per questo sa essere accogliente verso i giovani che accompagna, senza
moralismi e senza false indulgenze. Quando è necessario sa offrire anche la parola della correzione fraterna.
L’importanza della formazione
103. Per poter svolgere il proprio servizio, l’accompagnatore avrà bisogno di coltivare la propria vita spirituale, alimentando il rapporto che lo lega a Colui che gli ha assegnato la missione. Allo stesso tempo avrà bisogno di sentire il sostegno della comunità ecclesiale di cui fa parte. Sarà importante che riceva una formazione specifica per questo particolare ministero e che possa beneficiare a sua volta di accompagnamento e di supervisione.
Un tempo per accompagnare al discernimento
161. Molte volte è risuonato nell’aula sinodale un accorato appello a investire con generosità per i giovani
passione educativa, tempo prolungato e anche risorse economiche. Raccogliendo vari contributi e desideri
emersi durante il confronto sinodale, insieme all’ascolto di esperienze qualificate già in atto, il Sinodo propone con convinzione a tutte le Chiese particolari, alle congregazioni religiose, ai movimenti, alle associazioni e ad altri soggetti ecclesiali di offrire ai giovani un’esperienza di accompagnamento in vista del discernimento. Tale esperienza – la cui durata va fissata secondo i contesti e le opportunità – si può qualificare come un tempo destinato alla maturazione della vita cristiana adulta. Dovrebbe prevedere un distacco prolungato dagli ambienti e dalle relazioni abituali, ed essere costruita intorno ad almeno tre cardini indispensabili: un’esperienza di vita fraterna condivisa con educatori adulti che sia essenziale, sobria e rispettosa della casa comune; una proposta apostolica forte e significativa da vivere insieme; un’offerta di spiritualità radicata nella preghiera e nella vita sacramentale. In questo modo vi sono tutti gli ingredienti necessari perché la Chiesa possa offrire ai giovani che lo vorranno una profonda esperienza di discernimento vocazionale.

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Messaggio  CristianoCavedon il Ven 18 Gen - 17:18

La prima parte della Lettera dei giovani alla Chiesa di Padova è intitolata:
Accompagnare ed essere accompagnati
Lì si dice delle difficoltà, della gioia e della speranza di ritrovare nelle nostre comunità “adulti che abbiano incontrato Gesù e capaci di trasmetterci fiducia nella vita. Adulti attraverso cui possiamo riuscire ad assaporare quanto è bello credere. Adulti che ci accompagnino, che ci aiutino a orientarci nelle scelte e che ci suggeriscano gli strumenti per vivere la nostra fede al di fuori del contesto più rassicurante della comunità, nei luoghi, nelle situazioni, con le persone che incontriamo giorno dopo giorno “.

Nel Documento finale del Sinodo dei vescovi sui giovani troviamo questi riscontri di come abbiano colto le esigenze dei giovani riguardo a questo argomento:

I giovani desiderano essere ascoltati
7. I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. (…)
L’ascolto dei pastori e di laici qualificati
9. L’ascolto costituisce un momento qualificante del ministero dei pastori, e in primo luogo dei vescovi, che però spesso si trovano oberati da molti impegni e faticano a trovare un tempo adeguato per questo indispensabile servizio. Molti hanno rilevato la carenza di persone esperte e dedicate all’accompagnamento…. Inoltre il Sinodo riconosce la necessità di preparare consacrati e laici, uomini e donne, che siano qualificati per l’accompagnamento dei giovani.
La sana inquietudine dei giovani
66. I giovani sono portatori di un’inquietudine che va prima di tutto accolta, rispettata e accompagnata, scommettendo con convinzione sulla loro libertà e responsabilità. La Chiesa sa per esperienza che il loro contributo è fondamentale per il suo rinnovamento. I giovani, per certi aspetti, possono essere più avanti dei pastori. (…) 
Di fronte alle scelte
91.(…)Farsi presente, sostenere e accompagnare l’itinerario verso scelte autentiche è per la Chiesa un modo di esercitare la propria funzione materna generando alla libertà dei figli di Dio.
L’accompagnamento comunitario e di gruppo
96. L’esperienza comunitaria mette in evidenza qualità e limiti di ogni persona e fa crescere la coscienza umile che senza la condivisione dei doni ricevuti per il bene di tutti non è possibile seguire il Signore.
L’accompagnamento spirituale personale
97. Nell’accompagnamento spirituale personale si impara a riconoscere, interpretare e scegliere nella prospettiva della fede, in ascolto di quanto lo Spirito suggerisce all’interno della vita di ogni giorno (cfr. FRANCESCO, Evangelii gaudium, n. 169-173). Il carisma dell’accompagnamento spirituale, anche nella tradizione, non è necessariamente legato al ministero ordinato. Mai come oggi c’è necessità di guide spirituali, padri e madri con una profonda esperienza di fede e di umanità e non solo preparati intellettualmente…
99. Il Sinodo riconosce poi la necessità di promuovere un accompagnamento integrale, in cui gli aspetti spirituali sono ben integrati con quelli umani e sociali.(…)
Chiamati ad accompagnare
101. In molti modi i giovani ci hanno chiesto di qualificare la figura degli accompagnatori. Il servizio dell’accompagnamento è un’autentica missione (…)
Il profilo dell’accompagnatore
102. Il buon accompagnatore è una persona equilibrata, di ascolto, di fede e di preghiera, che si è misurata con le proprie debolezze e fragilità. Per questo sa essere accogliente verso i giovani che accompagna, senza moralismi e senza false indulgenze…
L’importanza della formazione
103. Per poter svolgere il proprio servizio, l’accompagnatore avrà bisogno di coltivare la propria vita spirituale, alimentando il rapporto che lo lega a Colui che gli ha assegnato la missione. Allo stesso tempo avrà bisogno di sentire il sostegno della comunità ecclesiale di cui fa parte. Sarà importante che riceva una formazione specifica per questo particolare ministero e che possa beneficiare a sua volta di accompagnamento e di supervisione.
Un tempo per accompagnare al discernimento
161. Molte volte è risuonato nell’aula sinodale un accorato appello a investire con generosità per i giovani passione educativa, tempo prolungato e anche risorse economiche.

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