RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA - GIUGNO 2015

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA - GIUGNO 2015

Messaggio  Luisaboaretto2013 il Mar 26 Mag - 21:25

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno” (Lc 10,41-42)

Come mi piace questa frase del vangelo di Luca! Ci porta a verificare il nostro attivismo: sul lavoro, in parrocchia, in famiglia, siamo sempre indaffarati per far vedere che riusciamo a fare tante cose, forse anche per dimostrare che siamo meglio degli altri. Ci porta a verificare anche la nostra umiltà.

Marta è  una donna di grande fede, crede fermamente che il Signore “è la risurrezione e la vita”.
Marta è intraprendente, attiva anche in un momento particolarmente difficile come la morte del fratello, è la padrona di casa (Marta significa “padrona”) e quindi si sente responsabile degli ospiti di riguardo: pulisce, prepara il pranzo … ! Mentre invece Maria, la sorella, ascolta Gesù e la lascia sola alle sue occupazioni. Marta per questo si rivolge persino al Signore, in modo un po’ risentito gli dice: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti» (Lc 10,40).

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno”
Ma Gesù non è contento dell’accoglienza, dell’intraprendenza e del servizio generoso di Marta, così piena di iniziativa e capace di un’accoglienza fattiva?
Cosa non gradisce Gesù di questo modo di fare, che a volte è anche il nostro ?
Gesù le rimprovera, ci rimprovera, l’affanno, la preoccupazione che mettiamo nel lavoro che ci fa dimenticare la cosa più importante: l’attenzione agli altri, l’ascolto alle persone che abbiamo vicino.
Non siamo più noi a guidare il lavoro, è il lavoro che prende il sopravvento su di noi, che ci tiranneggia. Diventiamo schiavi dell’occupazione; ci disperdiamo nelle mille cose da fare; ci lasciamo attrarre e distrarre: da internet, dalle chat, dagli inutili sms..
E, anche gli impegni seri, i problemi difficili che possono riguardare la famiglia, l’economia, la carriera, il futuro dei nostri figli a volte ci fanno dimenticare le parole di Gesù: : «Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno» (Mt 6, 31-32).

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno”
La sola cosa di cui abbiamo veramente bisogno è ascoltare e vivere le parole di Gesù, a Lui che parla non si può anteporre nulla. Il vero modo di ospitare il Signore, di fargli casa, è quello di accogliere ciò che egli ci dice. Proprio come ha fatto Maria, che ha dimenticato tutto, che si è messa ai suoi piedi e non ha perduto una sola Sua parola.

Il significato che dovremo dare quindi a questa Parola di Vita non è quello di rimproverare la laboriosa Marta e di elevare la spirituale Maria, ma piuttosto quello di invitarci a prendere il meglio di entrambe le sorelle.

Essere come Marta, fare “molte cose”, con dedizione, passione nel lavoro che ci è dato da compiere, con inventiva, audacia, intraprendenza; senza affanno, agitazione ma farle per il bene degli altri.

Essere come Maria, attenti ai suggerimenti del Signore, alla Sua voce sottile che ci orienta momento per momento. In questo modo sarà Lui a guidarci in ogni nostra azione senza distrazioni e così saremo mossi soltanto dall’Amore.
Perché di una sola cosa c’è bisogno nella nostra vita: AMARE.

Luisaboaretto2013

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Dalla Parola di vita

Messaggio  don.battista il Mar 9 Giu - 11:06

Luisaboaretto2013 ha scritto:“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno” (Lc 10,41-42)

Come mi piace questa frase del vangelo di Luca! Ci porta a verificare il nostro attivismo: sul lavoro, in parrocchia, in famiglia, siamo sempre indaffarati per far vedere che riusciamo a fare tante cose, forse anche per dimostrare che siamo meglio degli altri. Ci porta a verificare anche la nostra umiltà.

Marta è  una donna di grande fede, crede fermamente che il Signore “è la risurrezione e la vita”.
Marta è intraprendente, attiva anche in un momento particolarmente difficile come la morte del fratello, è la padrona di casa (Marta significa “padrona”) e quindi si sente responsabile degli ospiti di riguardo: pulisce, prepara il pranzo … ! Mentre invece Maria, la sorella, ascolta Gesù e la lascia sola alle sue occupazioni. Marta per questo si rivolge persino al Signore, in modo un po’ risentito gli dice: «Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti» (Lc 10,40).

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno”
Ma Gesù non è contento dell’accoglienza, dell’intraprendenza e del servizio generoso di Marta, così piena di iniziativa e capace di un’accoglienza fattiva?
Cosa non gradisce Gesù di questo modo di fare, che a volte è anche il nostro ?
Gesù le rimprovera, ci rimprovera, l’affanno, la preoccupazione che mettiamo nel lavoro che ci fa dimenticare la cosa più importante: l’attenzione agli altri, l’ascolto alle persone che abbiamo vicino.
Non siamo più noi a guidare il lavoro, è il lavoro che prende il sopravvento su di noi, che ci tiranneggia. Diventiamo schiavi dell’occupazione; ci disperdiamo nelle mille cose da fare; ci lasciamo attrarre e distrarre: da internet, dalle chat, dagli inutili sms..
E, anche gli impegni seri, i problemi difficili che possono riguardare la famiglia, l’economia, la carriera, il futuro dei nostri figli a volte ci fanno dimenticare le parole di Gesù: : «Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno» (Mt 6, 31-32).

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una sola c’è bisogno”
La sola cosa di cui abbiamo veramente bisogno è ascoltare e vivere le parole di Gesù, a Lui che parla non si può anteporre nulla. Il vero modo di ospitare il Signore, di fargli casa, è quello di accogliere ciò che egli ci dice. Proprio come ha fatto Maria, che ha dimenticato tutto, che si è messa ai suoi piedi e non ha perduto una sola Sua parola.

Il significato che dovremo dare quindi a questa Parola di Vita non è quello di rimproverare la laboriosa Marta e di elevare la spirituale Maria, ma piuttosto quello di invitarci a prendere il meglio di entrambe le sorelle.

Essere come Marta, fare “molte cose”, con dedizione, passione nel lavoro che ci è dato da compiere, con inventiva, audacia, intraprendenza; senza affanno, agitazione ma farle per il bene degli altri.

Essere come Maria, attenti ai suggerimenti del Signore, alla Sua voce sottile che ci orienta momento per momento. In questo modo sarà Lui a guidarci in ogni nostra azione senza distrazioni e così saremo mossi soltanto dall’Amore.
Perché di una sola cosa c’è bisogno nella nostra vita: AMARE.

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