Il Riformismo di Papa PAOLO VI

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Il Riformismo di Papa PAOLO VI

Messaggio  manlio.zecchin il Gio 4 Giu - 14:53

Paolo VI sale al soglio di Pietro nel 1963, successore di Giovanni XXIII, che con il suo breve pontificato aveva rinnovato la Chiesa dalle sue fondamenta. Al secolo Giovanni Battista Montini, nato nel 1897, proviene da una famiglia borghese bresciana, figlio di un giornalista del Partito Popolare, succhia sin da piccolo la linfa del cattolicesimo democratico. La lunga pratica alla Curia di Papa Pio XII, la sua esperienza di arcivescovo di Milano, rendono maggiormente raffinato il suo temperamento politico, e ha modo di esprimere una singolare finezza intellettuale. Nell’epoca mussoliniana non nasconde la sua netta antipatia al regime fascista, manifestando pertanto una forte lucidità e coerenza intellettuale. Le linee principali del suo pontificato sono la ripresa del Concilio Vaticano II. La riforma della istituzioni ecclesiastiche, la ricerca di un nuovo rapporto tra Chiesa e mondo moderno, accanto alla premura per l’Unità della Chiesa. Apre un dialogo fecondo con le altre confessioni cristiane. Per la prima volta il patriziato romano viene ringraziato e licenziato, pone un limite di età all’esercizio cardinalizio, scioglie i corpi armati pontifici, per primo vuole ridimensionare il centrismo del Vaticano e prospetta alla Chiesa una immagine sempre meno eurocentrica, per rendere concreto il concetto di universalità. Uomo riservato, dal piglio aristocratico, intellettuale, a volte non è umanamente compreso, soprattutto nel suo tempo presente, in piena guerra fredda, con il 68 dirompente e i terribili anni di piombo. Si dimostra anti sionista e si avvicina al mondo dei palestinesi. E’ il primo pontefice che dà inizio ai viaggi internazionali. Nella sua famosa enciclica “Humanae Vitae” condanna la contraccezione artificiale. In data 8 dicembre 1976, festa dall’Immacolata Concezione, viene presentata al mondo una sua esortazione apostolica, “l’Evangelium Nuntiandi” che prefigura la missione della Chiesa come evangelizzatrice cha va incontro agli emarginati, ai poveri, anche ai non cristiani, ai non credenti, secondo i criteri di un dialogo fertile e incessante. La data della proclamazione del documento non è casuale. Il suo scritto si conclude con la forte menzione a Maria, che era presente al cenacolo con gli apostoli nel giorno della discesa della Spirito Santo. Non una tra i tanti, ma come la direttrice spirituale dell’Evento, che vivifica gli apostoli, che li rende proiettati a una esternazione coraggiosa, impavida, entusiastica e paziente del messaggio cristiano. Maria viene definita la stella dell’evangelizzazione. Tutti i martiri nella storia della Chiesa, passata e attuale, si rivolgono a Lei, nei momenti cruciali, consapevoli che anche nel dolore, in situazioni travagliatissime la testimonianza non è mai vana. Maria diviene il conforto dei credenti e non credenti, cristiani e non cristiani, testimone di Cristo già dalla croce, diviene un esempio, un punto di riferimento per la Chiesa, per una comunità itinerante nel tempo che deve avvalersi del suo coraggio, della sua coerenza, del suo essere Madre a 360 gradi. Maria, che perdona le debolezze degli apostoli ma anche li esorta continuamente a guardare in alto, ad accogliere il diverso, ad asciugare le lacrime di chi soffre, a proporre la giustizia, la pace sia nel privato che nel pubblico. Paolo VI si spegne fuori le mura, a Castel Gandolfo, il 6 agosto 1978, festa della Trasfigurazione. Per il funerale ha disposto una bara d’acero, nuda, sulla gradinata di san Pietro, senza nessuna insegna che evochi la sua funzione, né la mitra, né la tiara, e nemmeno una stola di prete. C’è solo il libro dei Vangeli, aperto, che il vento si diverte a sfogliare.

Sante Rodella

manlio.zecchin

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Paolo VI

Messaggio  don.battista il Mar 9 Giu - 10:44

manlio.zecchin ha scritto:Paolo VI sale al soglio di Pietro nel 1963,  successore di Giovanni XXIII, che con il suo breve pontificato aveva rinnovato la Chiesa dalle sue fondamenta. Al secolo Giovanni Battista Montini, nato nel 1897, proviene da una famiglia borghese bresciana, figlio di un giornalista del Partito Popolare, succhia sin da piccolo la linfa del cattolicesimo democratico. La lunga pratica alla Curia di Papa Pio XII, la sua esperienza di arcivescovo di Milano, rendono  maggiormente raffinato il suo temperamento politico, e ha modo di esprimere una singolare finezza intellettuale. Nell’epoca mussoliniana non nasconde la sua netta antipatia al regime fascista, manifestando pertanto una forte lucidità e coerenza intellettuale. Le linee principali del suo pontificato sono la ripresa del Concilio Vaticano II. La riforma della istituzioni ecclesiastiche, la ricerca di un nuovo rapporto tra Chiesa e mondo moderno, accanto alla premura per l’Unità della  Chiesa. Apre un dialogo fecondo con le altre confessioni cristiane. Per la prima volta il patriziato romano viene ringraziato e licenziato, pone un limite di età all’esercizio cardinalizio, scioglie i corpi armati pontifici, per primo vuole ridimensionare il centrismo del Vaticano e prospetta alla Chiesa una immagine sempre meno eurocentrica, per rendere concreto il concetto di universalità.  Uomo riservato, dal piglio aristocratico, intellettuale, a volte non è umanamente compreso, soprattutto nel suo tempo presente, in piena guerra fredda, con il 68 dirompente e i terribili anni di  piombo. Si dimostra anti sionista e si avvicina al mondo dei palestinesi. E’ il primo pontefice che dà inizio ai viaggi internazionali.  Nella sua famosa enciclica “Humanae Vitae” condanna la contraccezione artificiale. In data 8 dicembre 1976, festa dall’Immacolata Concezione, viene presentata al mondo una sua esortazione apostolica, “l’Evangelium Nuntiandi” che prefigura la missione della Chiesa come evangelizzatrice cha va incontro agli emarginati, ai poveri, anche ai non cristiani, ai non credenti, secondo i criteri di un dialogo fertile e incessante. La data della proclamazione del documento non è casuale. Il suo scritto si conclude con la forte  menzione a Maria, che era presente al cenacolo con gli apostoli nel giorno  della discesa dello Spirito Santo. Non una tra i tanti,  ma come la direttrice spirituale dell’Evento, che vivifica gli apostoli, che li rende  proiettati a una esternazione coraggiosa, impavida, entusiastica e paziente del messaggio cristiano. Maria viene definita la stella dell’evangelizzazione.  Tutti i martiri  nella storia della Chiesa,  passata e attuale, si rivolgono a Lei, nei momenti cruciali, consapevoli che anche nel dolore, in situazioni travagliatissime la testimonianza non è mai vana. Maria diviene il conforto dei credenti e non credenti, cristiani e non cristiani, testimone di Cristo già dalla croce, diviene un esempio, un punto di riferimento per la Chiesa, per una comunità itinerante nel tempo che deve avvalersi del suo coraggio, della sua coerenza, del suo essere Madre a 360 gradi. Maria, che perdona le debolezze degli apostoli ma anche li esorta continuamente  a guardare in alto, ad  accogliere il diverso, ad asciugare le lacrime di chi soffre, a proporre la giustizia, la pace sia nel privato che nel pubblico.  Paolo VI  si spegne fuori le mura, a Castel Gandolfo, il 6 agosto 1978, festa della Trasfigurazione. Per il funerale ha disposto una bara d’acero, nuda, sulla gradinata di san Pietro, senza nessuna insegna che evochi la sua funzione,  né la mitra, né la tiara, e nemmeno una stola di prete.[b][u] C’è solo il libro dei Vangeli, aperto, che il vento si diverte a  sfogliare.

Sante Rodella

Non è che ti confondi con il funerale di Giovanni Paolo II°, per quanto riguarda il libro dei Vangeli sulla bara sfogliato dal vento?

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