"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28).

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"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro" (Mt 11,28).

Messaggio  federico.meneghello il Mer 2 Ago - 7:04

A volte siamo veramente stanchi, ci sentiamo oppressi dai pesi che la vita ci fa portare. I momenti difficili ci sono sempre per tutti e a volte sembra non debbano mai finire. Riguardo a questo mi viene in mente una bellissima preghiera di Chiara, una preghiera lamento che inizia così: «Siamo stanchi, Signore, siamo stanchi sotto la croce e a ogni piccola croce ci sembra impossibile portare le più grandi».
Ma Gesù, con questo brano del Vangelo ci invita, invita proprio me, invita proprio te, invita tutte le persone, in modo particolare quelle semplici ad andare a Lui, come faceva secoli fa la folla che lo seguiva in cerca di una vita migliore. Ci invita perché desidera che tutti comprendiamo e accogliamo la legge che apre la porta della casa del Padre e cioè la legge dell’Amore.
E Dio rivela le sue meraviglie a quanti hanno il cuore aperto e semplice.
Gesù si è manifestato come il volto visibile di Dio che è Amore, un Dio che ci ama immensamente, così come siamo, con le nostre capacità e i nostri limiti, le nostre aspirazioni e i nostri fallimenti!
Fidiamoci della sua "legge" che non schiaccia, ma è giogo leggero, capace di riempire il cuore di gioia in quanti la vivono.
Non ripieghiamoci su noi stessi, ma facciamo della nostra vita un dono sempre più pieno agli altri, giorno dopo giorno. La consapevolezza, la certezza di essere dono l’uno per l’altro deve essere sempre nel nostro cuore.

"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro"

Gesù, non solo ci invita ad andare a Lui ma ci fa anche questa promessa: "… vi darò ristoro".
La Sua presenza è ristoro se lo scegliamo come il punto fermo della nostra esistenza; ristoro è la luce particolare che illumina i nostri passi quotidiani e ci fa scoprire il senso di quello che facciamo, anche nelle circostanze più difficili e faticose, in ogni scelta che dobbiamo fare. E, se cominciamo ad amare come Gesù stesso ha fatto, troveremo nell'amore la forza per andare avanti e la pienezza della libertà, perché è la vita di Dio che si fa strada in noi.

Così ha scritto Chiara Lubich «…E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e per il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù. L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili. Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è ‘distaccati' da sé, ‘fuori' di sé" (Scritti Spirituali, VII, Città Nuova, Roma 1975, p.110.). Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama … mi manifesterò a lui" (Gv 14, 21). L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è Amore" (…)».

Accogliamo dunque l’invito di Gesù e andiamo a Lui, riconosciamolo come sorgente della nostra speranza e della nostra pace, accogliamo il suo "comandamento" e sforziamoci di amare, come Lui ha fatto.
Avremo mille occasioni ogni giorno in famiglia, in parrocchia, sul lavoro in cui potremo rispondere all'offesa con il perdono, per poter costruire ponti piuttosto che muri e per metterci al servizio di chi è sotto il peso delle difficoltà.
Questa legge, lo sperimenteremo, non è un peso, ma un'ala che ci farà volare alto.

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA DI VITA- VENITE A ME

Messaggio  don.battista Ieri alle 16:27

federico.meneghello ha scritto:A volte siamo veramente stanchi, ci sentiamo oppressi dai pesi che la vita ci fa portare. I momenti difficili ci sono sempre per tutti e a volte sembra non debbano mai finire. Riguardo a questo mi viene in mente una bellissima preghiera di Chiara, una preghiera lamento che inizia così: «Siamo stanchi, Signore, siamo stanchi sotto la croce e a ogni piccola croce ci sembra impossibile portare le più grandi».
Ma Gesù, con questo brano del Vangelo ci invita, invita proprio me, invita proprio te, invita tutte le persone, in modo particolare quelle semplici ad andare a Lui, come faceva secoli fa la folla che lo seguiva in cerca di una vita migliore. Ci invita perché desidera che tutti comprendiamo e accogliamo la legge che apre la porta della casa del Padre e cioè la legge dell’Amore.
E Dio rivela le sue meraviglie a quanti hanno il cuore aperto e semplice.
Gesù si è manifestato come il volto visibile di Dio che è Amore, un Dio che ci ama immensamente, così come siamo, con le nostre capacità e i nostri limiti, le nostre aspirazioni e i nostri fallimenti!
Fidiamoci della sua "legge" che non schiaccia, ma è giogo leggero, capace di riempire il cuore di gioia in quanti la vivono.
Non ripieghiamoci su noi stessi, ma facciamo della nostra vita un dono sempre più pieno agli altri, giorno dopo giorno. La consapevolezza, la certezza di essere dono l’uno per l’altro deve essere sempre nel nostro cuore.

"Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro"

Gesù, non solo ci invita ad andare a Lui ma ci fa anche questa promessa: "… vi darò ristoro".
La Sua presenza è ristoro se lo scegliamo come il punto fermo della nostra esistenza; ristoro è la luce particolare che illumina i nostri passi quotidiani e ci fa scoprire il senso di quello che facciamo, anche nelle circostanze più difficili e faticose, in ogni scelta che dobbiamo fare. E, se cominciamo ad amare come Gesù stesso ha fatto, troveremo nell'amore la forza per andare avanti e la pienezza della libertà, perché è la vita di Dio che si fa strada in noi.

Così ha scritto Chiara Lubich «…E questo perché tutti i comandamenti di Gesù si riassumono in uno solo: in quello dell'amore per Dio e per il prossimo, nel quale vedere e amare Gesù. L'amore non è mero sentimentalismo ma si traduce in vita concreta, nel servizio ai fratelli, specie quelli che ci stanno accanto, cominciando dalle piccole cose, dai servizi più umili. Dice Charles de Foucauld: "Quando si ama qualcuno, si è molto realmente in lui, si è in lui con l'amore, si vive in lui con l'amore, non si vive più in sé, si è ‘distaccati' da sé, ‘fuori' di sé" (Scritti Spirituali, VII, Città Nuova, Roma 1975, p.110.). Ed è per questo amore che si fa strada in noi la sua luce, la luce di Gesù, secondo la sua promessa: "A chi mi ama … mi manifesterò a lui" (Gv 14, 21). L'amore è fonte di luce: amando si comprende di più Dio che è Amore" (…)».

Accogliamo dunque l’invito di Gesù e andiamo a Lui, riconosciamolo come sorgente della nostra speranza e della nostra pace, accogliamo il suo "comandamento" e sforziamoci di amare, come Lui ha fatto.
Avremo mille occasioni ogni giorno in famiglia, in parrocchia, sul lavoro in cui potremo rispondere all'offesa con il perdono, per poter costruire ponti piuttosto che muri e per metterci al servizio di chi è sotto il peso delle difficoltà.
Questa legge, lo sperimenteremo, non è un peso, ma un'ala che ci farà volare alto.

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